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PALERMO, DALLA GUERRA TRA I SOCI AL RISCHIO PENALIZZAZIONE

(di Sebastiano Cutrona) – Una situazione sempre più ingarbugliata quella che sta vivendo il Palermo, diviso tra la rigenerante vittoria di Perugia e un presente societario a dir poco spinoso. Mancano due giorni alla scadenza imposta dalla Covisoc per il pagamento degli stipendi per il bimestre dicembre-gennaio, e la componente inglese che ha acquisito la società ha già annunciato la propria uscita di scena. Una situazione quasi tragica, che va ad aggiungersi alla vera e propria guerra e agli scambi di accuse tra il presidente Clive Richardson e l’AD Emanuele Facile, con quest’ultimo che accusa il primo di avere ancora importanti oneri finanziari a cui provvedere, al contrario di quanto affermato dallo stesso Richardson. Chi si è già dimesso è il consigliere Treacy, che durante l’ultimo consiglio d’amministrazione aveva annunciato l’arrivo di un bonifico da tre milioni di euro, che stando alle ultime dichiarazioni di Richardson non dovrebbe invece arrivare.

Oltre ai tre milioni già citati, il prospetto presentato ai consiglieri prevede la necessità di un esborso di almeno altri 5,4 milioni. A questo punto è corsa contro il tempo: i legali di Zamparini sono alla disperata ricerca di un nuovo acquirente, dopo la messa in mora e la diffida degli acquirenti inglesi.

Gli interlocutori non mancano, dagli americani della York Capital fino alla holding italiana Carisma, ciò che lascia perplessi è che anche se un’operazione del genere andasse in porto rimarrebbe poco tempo per versare anche i tre milioni degli stipendi entro lunedì, non esistono i tempi tecnici per una due diligence, con il forte rischio di una penalizzazione in classifica e l’arrivo di altri pignoramenti, dopo quello di una parte della cessione di Struna.

Per scongiurare ipotesi di questo tipo si potrebbero tentare delle ipotesi più immediate che facciano da salvagente: da una cordata di imprenditori palermitani che si starebbero già muovendo fino all’ipotesi di un supporto di Enrico Preziosi, che facendo da sponda all’amico Foschi, starebbe tentando di avvicinare dei soggetti pronti ad acquisire parte delle azioni.

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Redazione

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