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Nell’intrattenimento sportivo il modello è la finale SuperBowl

Quando si parla di “fan engagement” (letteralmente “coinvolgimento dei tifosi”) un punto di riferimento, a livello mondiale, nella progettazione e organizzazione di eventi sportivi è il SuperBowl americano. La finale Nfl (National football league), che, ogni anno, cambia sede e impianto sportivo, riuscendo però ad intercettare migliaia di appassionati di football americano dal vivo e milioni di spettatori attraverso gli schermi tv, è un vero e proprio modello per il settore del marketing sportivo.

Partecipare dal vivo al Superbowl vale, in termini di emozioni, quanto la fase finale di un Mondiale di calcio o quanto la cerimonia inaugurale di una Olimpiade.

Il giro d’affari del Super Bowl non si ferma alle squadre. Quest’anno (l’evento è stato vinto dai Chiefs sui 49ers nella notte del 3 febbraio scorso), per essere presenti sulle tribune dell’Hard Rock Stadium di Miami (impianto da 65mila spettatori) i fan della NFL hanno speso, per un biglietto, circa 6.500 euro a testa.

Secondo un report di “StubHub”, una delle aziende più attive nella vendita online di biglietti (sul secondary market statunitense), i prezzi dei biglietti erano compresi tra i 3.900 euro per un biglietto standard, fino ad arrivare alla vendita dei “club box” pari ad oltre 47mila euro per due persone.

Prezzi rivolti agli spettatori, in gran parte “non tifosi” delle squadre finaliste. Valore anche questo non comparabile a molti dei più popolari eventi sportivi internazionali.

Cifre decisamente elevate, ma potenzialmente di mercato, se si prendono in considerazione i pacchetti all-inclusive(venduti dal rivenditore ufficiale NFL, nda), situati sulla linea delle 35 yards (con accesso al campo nel post partita incluso). Il secondary market genera un prezzo dinamico attraverso lo studio e il monitoraggio della forza di acquisto del singolo spettatore americano in particolare in questa edizione del SuperBowl (n.54),  ha spiegato Marco Mazzi, ricercatore universitario specializzato in “sport event management.” “Ciò che gli addetti ai lavori non considerano è che un evento di intrattenimento sportivo, come appunto il Superbowl, si sviluppa nell’arco dei 5-7 giorni che precedono la finale, con una serie di attrazioni a disposizione dei fan delle due squadre all’interno del Villaggio (ideato e costruito dalla NFL assieme alle aziende sponsor della Lega e al territorio ospitante l’evento). Un calendario di attrazioni e opportunità con il fan al “centro” di ogni divertimento. L’obiettivo primario è il coinvolgimento, in parti uguali, di tutti i target interessati alla manifestazione. Gli organizzatori forniscono momenti di svago anche alle famiglie, agli spettatori occasionali e ai residenti della città sede dell’evento” ha sottolineato Mazzi.

In sintesi, il SuperBowl è sicuramente un evento globale, ma, nel contempo, può e deve essere considerato glocal, ovvero capace di sviluppare sinergie ed economie anche per i territori e le comunità locali coinvolteCi si trova di fronte ad  un vero momento di “festivalizzazione” unico al mondo.

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