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FIP-FIBA: di Marino in Marino, per il Palazzo H sono solo grane

(di Marcel Vulpis) – Sarà (forse) il cognome, ma, ogni volta che appare un “Marino” nel mondo della cronaca italiana, qualcosa succede, a torto o a ragione. Il più famoso è sicuramente Ignazio Marino, ex sindaco di Roma Capitale, e, per molti mesi, al fianco del progetto di candidatura olimpica di Roma2024.

Oggi non è più il primo cittadino della Capitale (dopo le dimissioni di 26 consiglieri, di cui la stragrande maggioranza del Partito Democratico) e se dovesse incontrare Giovanni Malagò (numero uno del CONI), a malapena lo saluterebbe. Anche perché ha dimenticato, perfino, di aver firmato il dossier del progetto di Roma2024 (come è successo, di recente, in occasione di una intervista a “Di Martedì” da Giovanni Floris).

da sinistra verso destra: Ignazio Marino (sindaco di Roma) firma in Campidoglio la candidatura ufficiale di "Roma2024" insieme a Giovanni Malagò (presidente CONI). foto di Ferdinando Mezzelani GMT - sito Coni.it

da sinistra verso destra: Ignazio Marino (sindaco di Roma) firma in Campidoglio la candidatura ufficiale di “Roma2024” insieme a Giovanni Malagò (presidente CONI). foto di Ferdinando Mezzelani GMT – sito Coni.it

Un meno famoso Marino (almeno per adesso) sta creando qualche grattacapo anche (ma non solo) a Malagò.

Il presidente Giovanni Malagò (CONI)

Il presidente Giovanni Malagò (CONI)

E’ Fernando Marino (“Nando” per gli amici), presidente della Lega Basket serie A (eletto nel luglio 2014 all’unanimità) e numero uno della Enel New Basket Brindisi (uno dei club di prima divisione). Il Marino del basket sta facendo arrabbiare più di un dirigente sportivo, sia in Italia che all’estero.

Il tema è la querelle dei progetti EuroLega ed EuroCup (a marchio Uleb), visti e vissuti molto male dalla FIBA (Federazione internazionale di basket) e, a cascata, dalla Federbasket italiana di Gianni Petrucci (impegnato tra l’altro a qualificare il quintetto azzurro maschile per Rio2016).

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L’ex numero del CONI (nella foto) prima deve cercare di risolvere questa controversia, che vede coinvolti 4 club italiani (Olimpia Milano, Reggio Emilia, Sassari, Trento) inseriti nelle due suddette competizioni, mentre la FIBA promette scomuniche e anche qualcosa di peggio.

E c’è da credere all’organizzazione guidata dal Secretario Generale  Patrick Baumann. Se la ribellione italiana (ma anche altri Paesi sono nella medesima situazione) non dovesse rientrare, Baumann rischierebbe di perdere credibilità interna e il controllo della FIBA. A complicare il tutto anche la posizione dello stesso, nel doppio ruolo di dirigente top della FIBA e membro CIO (dal lontano 2007).

Patrick Baumann, segretario generale FIBA e membro IOC

Patrick Baumann, segretario generale FIBA e membro IOC

Quest’ultimo aspetto preoccupa non poco Malagò, perché il prossimo 13 settembre 2017 a Lima, quando verrà convocata l’assemblea straordinaria del CIO per decidere l‘host-city dei Giochi estivi del 2024, Baumann, in questo caso nel ruolo di membro CIO, potrebbe votare contro l’Italia e ogni voto perso vale doppio, perché finisce nello schieramento degli avversari.

Per la cronaca in Francia, dove c’è una situazione similare di “ribellione”, è sceso in campo nientemeno che il ministro dello Sport, Patrick Kanner. Quest’ultimo si è mostrato totalmente dalla parte della FIBA e del segretario Baumann. Un intervento richiesto (secondo i “maligni”) direttamente dal Comitato per la candidatura di Parigi2024.

Il nuovo logo di Parigi 2024 - foto tratta dal web

Il nuovo logo di Parigi 2024 – foto tratta dal web

In Italia, a onore del vero, Giovanni Malagò è sceso in campo per sostenere, in una recente assemblea, l’ex avversario Gianni Petrucci. Ma i club “ribelli”, dopo averlo ascoltato, l’hanno invitato a ricordare i tempi in cui era un imprenditore come loro.

Il tema è molto semplice: l’Eurolega paga molto di più della FIBA. E’ solo una questione di denaro, al di là delle belle parole, del verticismo federale, dei principi statutari o di quelli legati alla libera concorrenza di mercato. 

Per Petrucci la colpa di tutto ciò (anche se non è vero) è ascrivibile proprio alla figura di Nando Marino, incapace di trovare una soluzione per uscire da questa diatriba internazionale.

La telenovela FIBA-ULEB-Legabasket-CONI non conosce ancora la parola fine, ma a venire incontro alle istituzioni sportive tricolori, potrebbe essere la politica.

Marino piace da impazzire a Michele Emiliano, uomo forte del PD pugliese,

Michele Emiliando (governatore della Puglia) insieme a Nando Marino, presidente della Enel Basket Brindisi - fonte: Brindisi Report

Michele Emiliando (governatore della Puglia) insieme a Nando Marino, presidente della Enel Basket Brindisi – fonte: Brindisi Report

e governatore della regione. Emiliano lo vuole candidare alle prossime amministrative di Brindisi, anche per il suo ruolo di presidente della popolare squadra di basket brindisina.

La fan page di Nando Marino, possibile candidato sindaco a Brindisi per il centro-sinistra

La fan page di Nando Marino, possibile candidato sindaco a Brindisi per il centro-sinistra

I detrattori di Marino parlano già di molteplici conflitti di interesse se dovesse vincere, perché il main sponsor del club è Enel, una delle aziende più importanti operanti sul territorio. Il presidente della Lega promette, in caso di vittoria alle comunali, di dimettersi immediatamente e questo dovrebbe/potrebbe aiutare la soluzione della querelle. Con Marino fuorigioco definitivamente dalla Lega, si aprirebbero infatti una serie di nuovi scenari.

Michele Emiliando (governatore della Puglia) insieme a Nando Marino, presidente della Enel Basket Brindisi - fonte: Brindisi Report

Michele Emiliando (governatore della Puglia) insieme a Nando Marino, presidente della Enel Basket Brindisi – fonte: Brindisi Report

Petrucci (FIP) vorrebbe un nuovo numero uno e anche i presidenti dei club si aspettano un radicale rinnovamento. Molti infatti chiedono un dirigente che sia ferrato in regolamenti e statuti, molto vicino alla figura di un “presidente-avvocato”. Insomma, siamo solo alle prime battute, anche se la disputa parte molto da lontano, ma la soluzione potrebbe arrivare a sorpresa dalle urne delle comunali di Brindisi. La partita, in questo caso non cestistico, è appena iniziata. Vedremo gli sviluppi nelle prossime settimane. 

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Marcel Vulpis

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