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AS Roma: Ritorna Spalletti, Adieu Garcia! Who’s the Next?

(di Marcel Vulpis) – Termina l’esperienza romana di Rudy Garcia, l’ex mister del Lille (squadra di Ligue1). Dall’incontro con il presidente James Pallotta a Miami, è arrivato il via libera definitivo al cambio sulla panchina della AS Roma: via il tecnico transalpino dopo due anni e mezzo (ha centrato due secondi posti, dietro l’inarrivabile Juventus, è una finale di Coppa Italia, vinta dalla SS Lazio), torna Luciano Spalletti (ex Zenit San Pietroburgo, dove ha conquistati vari titoli, tra cui 2 campionati della Russian Premier league) dopo sei anni.

Le parti hanno chiuso un accordo sulla base di un anno e mezzo di contratto, un ingaggio intorno ai 3 milioni di euro. Questa la fredda cronaca, all’ombra delle palme di Miami, del ritorno di Spalletti a Trigoria.

Garcia di fatto ha pagato per tutti, anche colpe non sue, perché la dirigenza giallorossa dovrebbe sinceramente (dalla direzione sportiva, passando per il management più a carattere aziendale, senza dimenticare il presidente Pallotta) fare una severa autocritica. Oggi paga per tutti Garcia, ma anche Spalletti non può fare miracoli, primo perché non è il tipo di allenatore ideale su squadre in corsa e perché, comunque, questa società ha perso molte occasioni in questa prima parte del campionato.

Ci sono 4 società maggiormente in forma rispetto alla AS Roma e dietro un Sassuolo a soli 3 punti (ma con una partita da recuperare) molto più quadrato e soprattutto “squadra”. Spalletti ha la fortuna di ripartire, con una possibile vittoria (la prossima gara è in casa contro l’Hellas Verona, ultimo in classifica a 8 punti), ma già alla seconda gara del girone di ritorno c’è il match in trasferta contro la Juve, tornata ai fasti degli ultimi anni e poi il doppio-match di Champions league, con un Real Madrid sempre più Galacticos. C’è da ricordare che il famoso e sfortunato 7-1 con il ManUtd all’Old Trafford è stato firmato proprio dallo stesso Luciano Spalletti. Il problema secondo noi non è l’allenatore, ma come viene costruita la squadracc Sia nella gestione Sensi, sia in quella degli americani non si è visto questo grandissimo cambio di verso. Se si pensa poi che in questi ultimi anni sono arrivati 15 attaccanti in casa Roma, ma tutti parlano di deficit in difesa (e ancora oggi è il lato più debole della squadra), c’è da chiedersi se la colpa è solo da attribuire a Garcia e non ad altri. Garcia torna a casa ma la domanda sorge spontanea: “Who’s the Next?”.

Ultima annotazione per il presidente Pallotta: la costruzione di un top club non può essere fatta sotto le palme di Miami o davanti ad una tazza di caffè a Boston. Bisogna vivere Trigoria,  respirare l’ambiente e controllarlo.  E soprattutto quello che traspare è che il vero “amore” del manager bostoniano non è tanto la squadra, ma il futuro stadio di Tor di Valle. Ma se non si costruisce una grande squadra questo futuro impianto non oggi, non domani, rimarrà deserto come lo è attualmente l’Olimpico di Roma. Anche perché i tifosi della Roma sono stanchi di tante promesse, ma pochi fatti. E nello sport, come nel calcio, i fatti sono le vittorie sul campo e i relativi titoli.

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Marcel Vulpis

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