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Zaccardi (Calcio a 5) punta alla presidenza dialogando con le società. Al centro attenzione al marketing e alla tv

La Divisione Calcio a 5 della FIGC-LND andrà al voto a Roma nella prossima assemblea elettiva del 19 dicembre. Si confronteranno sui programmi due candidati: Alfredo Zaccardi e Andrea Montemurro.

Sotto il profilo sportivo nel 2012, l’Italia ha raggiunto il terzo posto all’Europeo di Croazia e al Mondiale di Thailandia, mentre nel 2014 ha vinto l’Europeo ad Anversa (in Belgio). Da quel momento, però, i risultati degli azzurri non sono stati così brillanti, segno di un cambiamento generazionale, ma anche di una concorrenza internazionale, che parte dall’aspetto sportivo, per arrivare a quello organizzativo e manageriale. Da qui il risultato poco entusiasmante del Mondiale 2016, dove l’Egitto ha eliminato gli azzurri negli ottavi.

Più in generale si percepisce nel settore un cambiamento, che il movimento anela da tempo. Ne abbiamo parlato con Alfredo Zaccardi, 56 anni, dirigente romano con incarichi di vertice in seno al movimento per più di 15 anni (attualmente è il vice presidente “Vicario”, dopo aver lavorato a stretto contatto con il presidente uscente Fabrizio Tonelli).

D: Qual è la ragione che l’ha spinta a candidarsi per il prossimo 19 dicembre?

R: Alla base c’è la volontà e il desiderio di proseguire in una carriera dirigenziale partita dal basso (come dirigente di società, la Roma 3Z) fino ad arrivare, ad oggi, alla carica di vice presidente vicario. Sarebbe la consacrazione di una carriera dedicata al calcio a cinque.

D: Parlando ai suoi “elettori”, quale sarà il punto di forza che potrebbero apprezzare in caso di vittoria?

 R: Ho avuto il piacere di affiancare il presidente Tonelli per ben 15 anni ai vertici della divisione. Il sottoscritto viene dal “campo” e ha un approccio sicuramente più operativo. Il mio primo obiettivo è diventare il punto di riferimento delle società per ogni tipologia di esigenza.

D: Nei primi 100 giorni del suo mandato cosa intende realizzare?

 R: In ambito sportivo lavoreremo molto sulla riforma dei campionati, ma è chiaro che a campionato in corso, quest’anno, non potremo intervenire direttamente. L’occhio è rivolto invece alla prossima stagione.

Nei primi 100 giorni intendo, una volta eletto, lavorare per dar vita ad un progetto di Centro Servizi a disposizione delle società, puntando ad erogare nuovi servizi, a lavorare in economia di scala e a contenere i costi.

D: Nel suo programma è molto forte la caratterizzazione marketing e televisiva

 R: E’ imprescindibile, sia in ambito domestico, sia guardando a ciò che avviene all’estero. In questo momento il nostro prodotto di punta, il Campionato (al netto del prodotto Nazionali) , è su Sportitalia: siamo senza dubbio nel momento di massima visibilità del nostro sport negli ultimi anni. Dobbiamo far decollare questo prodotto, aiutando le categorie inferiori a crescere. Dall’altro sarà strategico arrivare ad affidarci ad un’agenzia marketing e creare un pool di marketing associativo: il modello vincente è, a parer mio, quello della Lega B del presidente Andrea Abodi. L’obiettivo è gestire tutti i contratti pubblicitari e di individuare nuovi partner commerciali, generando, di fatto, introiti nuovi per il movimento.

Per esempio, dopo gli importanti accordi, negli anni passati, prima con Bnl e poi con Enel, adesso è arrivato il momento di individuare un title sponsor per i campionati.

D: Tema Nazionale. Fino a pochi anni fa la selezione azzurra era un punto di riferimento continentale e a livello mondiale. Poi cosa è successo. 

R: Sicuramente abbiamo scontato un cambio generazionale dei nostri calciatori, che a livello maschile, nel 90 per cento dei casi, arrivano esclusivamente dal mercato domestico (solo il 10%, per esempio, gioca all’estero come in Portogallo, nda). Se poi guardiamo a quello femminile la percentuale è ancora più elevata (100%), anche se almeno 6 delle 10 migliori giocatrici al mondo hanno scelto il campionato italiano. La riforma dei campionati e il suo potenziamento va proprio in questa direzione. Ci aiuterà a rendere questo sport/prodotto più attrattivo per tv e sponsor. Ciò ci aiuterà a individuare potenziali nuovi atleti che si avvicineranno a questa disciplina spettacolare.

D: Cosa chiedono le società sportive della divisione nazionale nel prossimo quadriennio?

R: Maggiore partecipazione ai processi organizzativi ed ai programmi, maggiore capacità di ascolto da parte delle strutture di vertice del movimento calcio a 5. Chi si candida a questo settore deve avere ben chiari questi elementi, perchè la figura del Presidente è sempre l’elemento di “sintesi” tra offerta e domanda, tra richieste ed esigenze.

Il nuovo Presidente dovrà essere un dirigente, con una grande capacità di ascolto, capace di interpretare il cambiamento attraverso l’innovazione ed una visione che deve arrivare, se parliamo di esperienza, soprattutto sul “campo”. Per questo ritengo di poter ricoprire degnamente questo ruolo, in caso di elezione, anche perchè dalla mia ho ben 17 anni di esperienza, sia come dirigente di società che come dirigente in federazione.

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