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Mazzi (Tre Emme): L’analisi dell’ultima edizione del SuperBowl traccia il futuro sul tema della crossmedialità

(di Marco Mazzi)* – Il SuperBowl NFL 2021 di Tampa (vinto a sorpresa dai padroni di casa dei “Buccaneers”), è stato, come da tradizione, il più grande evento dello sport professionistico della stagione,  anche se sono emersi alcuni elementi di criticità (alla luce soprattutto dell’emergenza sanitaria). L’analisi dell’ultima edizione del SuperBowl traccia il futuro sul tema della crossmedialità in ambito sportivo.
Concentrandoci però su alcuni dati economici di sintesi, sale da 130 milioni di dollari, della scorsa edizione 2020, a 150 milioni (nel 2021), il singolo guadagno per ogni giocatore della squadra vincitrice. Un prize money supportato dalla costante entrata di ricavi nel segmento dei “broadcasting rights“. Attenzione, però, perchè, secondo la recente ricerca dell’Università della North Carolina (condotta dal prof. Nels Popp), il SuperBowl, quest’anno, ha segnato una forte battuta d’arresto (anche se prevedibile vista l’esplosione della pandemia), con un decremento di spettatori tv arrivato a toccare il tetto del 13% nelle città di Sacramento, Denver, Milwakee e Houston (soprattutto in quest’ultima area urbana il football americano è stato sempre seguito con passione e vissuto come una vera e propria “religione”).
Il vero cambiamento è aver visto aumentare, in maniera vertiginosa, l’uso delle APP prima, durante e dopo il match (da parte dei tifosi all’interno stadio). L’80% di questo bacino “live” ha usato  la rete wi-fi interna dello stadio, contro il 71% dell’anno 2020, un esempio che potrebbe non convincere visti i soli 22.500 paganti e 7.500 addetti ai lavori presenti. Il dato che merita di essere approfondito e valutato è soprattutto l’incremento di uso della rete (cresciuto da 2,5 Gbps a 7,9 Gps), pur avendo un numero nettamente inferiore di spettatori. La media di 587 MB utilizzati (fonte: Extrema Networks) è motivato, in gran parte, dall’uso delle cosiddette top application quali Cloud e Web Content e dai principali social media (Facebook al primo posto con un 59%, in netto vantaggio rispetto a Instgram, Snapchat, Twitter e Tik Tok). L’analisi di questa “data collection” è fondamentale per capire quanto oggi il mezzo più usato dagli sport viewers, prima, durante e dopo un match, sia sempre di più lo smartphone.
Questa “fotografia” inoltre è molto importante per riflettere su un tema: per quanto tempo, ancora,  i tv broadcaster  potranno sostenere costi di investimento cosi alti, a fronte della realtà/fenomeno crescente delle applicazioni telefoniche?
* CEO di Tre Emme
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Redazione

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