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Marchini: Lo Stadio della Roma? Il progetto è urbanisticamente sbagliato

(di Marcel Vulpis) – Sulle pagine di “Roma & Lazio” de La Gazzetta dello Sport a firma di Alessandro Catapano è stata pubblicata una dichiarazione singolare di Alfio Marchini, candidato (per il momento unico di cui si conosce il nome) a sindaco di Roma Capitale nella primavera del prossimo anno (o almeno così si ritiene).

Marchini (che insieme al consigliere Alessandro Onorato è stato tra i 26 che hanno dimissionato il sindaco PD Ignazio Marino), senza troppi peli sulla lingua, si è lasciato andare ad una dichiarazione sibillina sul futuro progetto dello stadio della AS Roma sul terreno di Luca Parnasi di Tor di Valle: “Sono amico di chi ha proposto lo stadio della Roma, ma il progetto è urbanisticamente sbagliato. Se fossi sindaco lo potenzierei con le infrastrutture a partire dalla Roma-Lido”. 

Quindi non proprio una bocciatura, ma una valutazione non del tutto positiva sul progetto complessivo degli americani. Della serie: se dovessi diventare sindaco si “ridiscute” tutto. Anche in caso di vittoria di Marchini è chiaro che si andrà alle “calende greche” e al di là delle dichiarazioni pro bono dei dirigenti giallorossi sullo stato di avanzamento del progetto, bisognerà rivedere tutto, comprese le delibere già approvate dai consiglieri della precedente consiliatura. Per la cronaca Marchini-Onorato non avevano dato parere favorevole. Stessa sorte con i consiglieri del Movimento 5 Stelle.

Anzi, i “pentastellati” sono ancora più severi: si bloccherebbe tutto, come anche nel caso del progetto di candidatura di Roma2024. Per l’establishment romanista sia nel primo caso, che, soprattutto, nel secondo, ci si troverebbe di fronte ad una vera Caporetto, con impegni già presi anche nei confronti di importanti sponsor. Diventa quindi indifferibile l’approvazione in Regione, per dare certezze a partner presenti e futuri.

Si parla infatti di un agreement già firmato con un colosso del lavoro interinale, già attivo sul mercato italiano. Accordo che diventerebbe sempre più operativo (e quindi economicamente impattante per le casse romaniste) in prossimità dell’apertura del nuovo impianto sportivo a Tor di Valle.

Nel frattempo, i problemi più seri sono quelli relativi al rettangolo di gioco. La rivale di sempre, la “Vecchia Signora”, è appena ad un punto ed alla 2a giornata del girone di ritorno della serie A, rischia in caso di sconfitta allo Juventus stadium, di essere superata e di abbandonare i sogni di un tanto agognato quarto scudetto. Questa settimana c’è poi il match “dentro o fuori” con i bielorussi del Bate Barisov in Champions league (la AS Roma ha bisogno di qualificarsi non solo per far sognare i tifosi ma anche per generare nuovi ricavi per le casse societarie). Non sono imbattibili, ma hanno già sconfitto due volte il mister Rudy Garcia, all’andata in casa e ai tempi del Lille. Elementi e ricorrenze che non fanno dormire sogni tranquilli al presidente James Pallotta, tornato a Roma non si capisce se per seguire più da vicino il club o per sancire l’eventuale e definitivo addio del tecnico francese. I pensieri della dirigenza giallorossa sono tanti, forse anche troppi, ma soprattutto non si vede una definitiva crescita a distanza di oltre tre anni dall’arrivo della proprietà americana.

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Marcel Vulpis

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