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Kalush Orchestra durante l’Eurovision accende i riflettori su Mariupol e sulla acciaieria Azovstal

Uscita a sorpresa del leader della “Kalush Orchestra“, gruppo musicale ucraino (nella foto in primo piano tratta dalla pagina Facebook della band), sul palco dell’Eurovision song contest di Torino. Al termine della rappresentazione canora di “Stefanìa”, infatti, il cantante Oleh Psjuk si è rivolto al pubblico internazionale presente e, davanti alle telecamere RAI, ha lanciato un accorato appello, invitando l’Europa intera a soccorrere i miliziani del battaglione Azov rinchiusi nei sotterranei dell’acciaieria Azovstal (oramai circondati e sotto il controllo dell’esercito russo) a Mariupol, città-martire del conflitto russo-ucraino.

“Stefanìa”, il brano scritto dal cantante Oleh Psiuk, era inizialmente dedicato a sua madre e racconta la protezione tra le braccia e le parole sussurrate al bambino nei primi anni di vita. Con l’invasione russa e l’inizio del conflitto in Ucraina il testo della canzone ha assunto però un nuovo significato (uno dei membri della band sta combattendo proprio contro i russi nei pressi di Kiev). Kalush Orchestra è tra i gruppi musicali favoriti per la vittoria finale (insieme all’Italia, alla Svezia e alla Gran Bretagna).

L’esibizione dei cantanti ucraini, tra folk e hip hop del brano “Stefanìa”, si sta trasformando in una sorta di inno per la “madre patria” Ucraina nei giorni della guerra.

La Kalush Orchestra, che ha ottenuto un lasciapassare temporaneo per essere presente a Torino, dovrà rientrare in Ucraina e i suoi membri lavoreranno a titolo volontario in ambito umanitario.

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