All newsAltri eventiAziendeBrandCalcioCalcioCalcio.InternazionaleEuropei di calcioFederazioni EstereFootball JerseyFrancia Euro 2016home pageIstituzione e AttualitàMerchandising LicensingPrurito calcisticoPubblicitàSponsorshipSport Business

Islanda rompighiaccio. La favola di Euro2016 continua

(di Marcel Vulpis) – La “favola” della Federcalcio islandese (KSI) prosegue, dopo aver eliminato negli ottavi di finale a sorpresa l’Inghilterra di Wayne Rooney e compagni. Due reti ad una, dopo aver subito il rigore dello stesso Rooney nei primi 20 minuti. Poi il buio, rotto dalla tenacia e determinazione agonistica di questi ragazzoni alti di media 1.90 metri.

Adesso l’Islanda incontrerà in questo Europeo di Francia proprio i padroni di casa, in un match (sabato prossimo) dentro o fuori, più pericoloso per i transalpini che per gli islandesi. Ormai vera squadra-rivelazione del torneo.

La vittoria storica dell’undici di Islanda porta la firma di Erreà azienda con sede in provincia di Parma, che ha scommesso (dal 2002) sulle qualità emergente di questo national team nella partnership tecnica attivata in vista di Euro2016.

Nelle prime ore post match, il sito di Erreà è andato in tilt, per l’interesse dei tifosi di calcio dell’Islanda o di semplici appassionati di football. Sempre Erreà ha pubblicato ieri una pagina adv su Gazzetta per sottolineare la collaborazione tecnica con il team passato negli ottavi di finale con la Francia.

La maglia ha anche una particolarità: all’interno del tessuto, all’altezza del collo, è stampata la scritta “Fyrir Island” che sta, tradotto, per “Forza Islanda”.

La particolarità di questa storia incredibile è nel ridotto bacino di persone da cui è possibile attingere tifosi e ancor più talenti (in Francia sono presenti più di 12 mila supporter), stimato in 323 mila persone. Numeri ridotti se messi a confronti con il numero di tesserati di Italia, Spagna, Francia, Germania ed Inghilterra, per esempio.

Ultima annotazione: l’Islanda non aveva mai superato l’Inghilterra prima d’ora in campo, se non nel 1970 ma a livello commerciale, quando scoppiò la cosiddetta “Guerra del merluzzo” tra inglesi e islandesi. Questi ultimi arrivarono a speronare le barche degli avversari, costringendoli ad abbandonare i mari d’Islanda molto più pescosi rispetto al loro. 

 

Previous post

Brexit2 per l'Inghilterra. Dopo il referendum fuori anche dall'Euro(peo)

Next post

L'Islanda e quell'incomprensibile (per noi) politically correct

Marcel Vulpis

Marcel Vulpis

No Comment

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.