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IO C’ERO, online il 3° e 4° podcast di Massimo Callegari

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“Io c’ero”, il podcast di Massimo Callegari targato Dopcast, si arricchisce da domani, martedì 1 dicembre, con due nuovi capitoli.

Dopo aver raccontato “la campagna di Russia” di Diego Armando Maradona nel grande freddo dello stadio Lenin, in cui il compianto campione argentino non volle far mancare il sostegno alla squadra nonostante il suo precario equilibrio psico-fisico, e la finale tutta italiana di Manchester tra Milan e Juventus, Massimo Callegari rievoca altre due pagine che hanno scritto la storia della Coppa dei Campioni.

In “Bayern Monaco-Valencia, la finale più brutta della storia” la voce narrante di Massimo Callegari si alterna con quella di Amedeo Carboni, ex difensore, tra le altre, di Sampdoria e Roma, che con la maglia del Valencia “ha bussato alle porte del Paradiso, ma ha trovato tutto chiuso”. Dopo aver saltato per squalifica la finalissima del 2000, l’anno successivo Carboni decide deliberatamente di non ripetere quella amara esperienza, facendosi ammonire di proposito dall’arbitro Collina nella semifinale di andata contro il Leeds, in modo da scontare nella partita di ritorno, e non più in finale, il turno di stop. Per Amedeo si apre così la strada che conduce allo stadio Giuseppe Meazza di Milano, teatro della finalissima tra il “suo” Valencia e il Bayern Monaco. Ma ad attenderlo alla Scala del calcio c’è un destino amaro: Carboni sbaglia uno dei rigori decisivi per la vittoria finale e, a 36 anni, vede svanire per sempre la speranza di conquistare la Coppa più ambita a livello di club. “Sul momento ho provato un dolore fortissimo, che mi ha impedito di giocare le ultime partite di campionato, ma con il passare del tempo non ho più provato una sensazione amara, ma bella, perché ho imparato ad apprezzare l’adrenalina di quel giorno e quella sensazione fortissima”.

In “Manchester City-Monaco, è nata una stella all’Etihad: Kylian Mbappé”, la voce di Massimo Callegari si alterna, invece, con quelle di Roberto Cravero, ex capitano di Lazio e Torino e suo compagno di telecronaca, e Federico Balzaretti, ex difensore e dirigente della Roma. Il 21 febbraio del 2017 il Monaco lancia dal primo minuto Kylian Mbappé, un giovane attaccante francese, di origini camerunesi, già capace di infrangere primati di precocità, ma che per la prima volta si trova su un palcoscenico così prestigioso. “Mbappé era un profilo già attenzionato dagli addetti ai lavori. Chi lavorava come me, in quel momento, in una direzione sportiva importante, come quella della Roma, già lo conosceva da almeno un paio di stagioni. Ma già all’epoca era molto difficile portarlo in Italia perché il Monaco si rendeva conto di quello che aveva in casa”, testimonia Balzaretti. “Quello che mi colpì subito di Mbappé fu la qualità tecnica abbinata a una velocità straordinaria che mi ricordava Ronaldo, il Fenomeno”. E così, come testimoniato anche dalla curva degli ascolti del giorno seguente, quella che all’inizio era solo una partita per puri appassionati di calcio internazionale si è trasformò in uno spettacolo straordinario, apprezzato anche dai telespettatori più tiepidi. “Fu uno spettacolo memorabile, con un protagonista indimenticabile con un futuro già scritto”, la chiosa di Massimo Callegari.

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Redazione

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