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Il futuro del taekwondo azzurro guardando a Parigi 2024 (e non solo)…Un caffè col presidente Angelo Cito (FITA)

(di Marcel Vulpis) – Si è chiusa ieri a Roma (nel Parco del Foro Italico) la 4a edizione del “World Taekwondo Grand Prix”, il più importante circuito internazionale dedicato alla disciplina del taekwondo, ormai diffusa in oltre 214 Paesi nel mondo (l’Africa, con 54 nazioni affiliate alla Federazione mondiale, è oggi il continente numericamente più forte). L’agenzia Sporteconomy ha incontrato il presidente della FITA (Fed. It. Taekwondo), Angelo Cito (nella foto in primo piano), n.1 del movimento dal maggio 2016 (oltre che membro del Consiglio mondiale WT), per analizzare lo sviluppo di questo format e la crescita del taekwondo in Italia.

D: Presidente ci parla del format WTGP di quest’anno e, soprattutto, di come intendete crescere nel futuro?

R: Il format, che si è concluso con le finali di domenica, ha una doppia valenza. Intanto è l’ultimo grand prix del circuito e assegna fino a 40 punti agli atleti che puntano a qualificarsi per Parigi 2024 (prossima edizione olimpica estiva, nda). E poi arriva a pochi giorni dai Mondiali di specialità ospitati da Baku (capitale e metropoli dell’Azerbaigian), dove erano rappresentate ben 154 nazioni. Il secondo aspetto da considerare è che a Roma, per la prima volta (se guardiamo al tabellone-atleti degli altri grand prix), erano presenti i migliori 32 del ranking internazionale al netto degli infortunati (tra questi l’azzurro Vito Dell’Aquila, nda)…Dal punto di vista poi della comunicazione abbiamo lavorato sempre più in modo sinergico con Sport e Salute (da cui dipende, tra l’altro, la gestione del Parco del Foro Italico) e Radio Zeta (emittente accessibile via web, satellite, sul digitale terrestre, in FM e sul DAB+). Quest’ultima ha organizzato un momento musicale (con tanti artisti emergenti) molto apprezzato dai tanti giovani presenti in occasione dell’evento sportivo capitolino.

Una immagine di Angelo Cito – presidente FITA al World Taekwondo Grand Prix 2023/Foro Italico Roma – credits photo: agenzia Sporteconomy

E’ in forte crescita anche il torneo giovanile “Kim e Liù” a cui hanno partecipato, nei tre giorni di gare, più di 2mila bambini, ma l’aspetto più emozionante è stata la presenza e partecipazione attiva dei campioni senior, seduti sugli spalti, come semplici tifosi. Strategica infine la presenza e il supporto di Rai Sport (oltre a Rai Play) che ha mandato in diretta le semifinali e finali del torneo. Sul terreno digitale importante anche la presenza di Radio Zeta, che ha trasmesso in streaming (sul canale web ufficiale) la diretta delle gare. Sempre l’emittente radiofonica, lo scorso 10 giugno, ha organizzato, proprio al Foro Italico, il “Festival della Generazione Zeta”.

D: Dopo il successo di quest’anno cosa vedremo a Roma nel 2024?

R: Nell’anno olimpico non è previsto il GP, ma abbiamo intenzione comunque di organizzare un evento di profilo internazionale, così come puntiamo a far crescere, anno dopo anno, il format “Kim e Liù”.

D: Prima ha parlato del rapporto sinergico con Sport e Salute.

R: Si, assolutamente. Abbiamo lavorato su diversi progetti in stretto contatto con il Dipartimento Sport di Palazzo Chigi e quest’anno sono state approvate tre diverse iniziative: “A scuola di Taekwondo”; “Taekwondo intergenerazionale, lo sport di nonni e nipoti” e “Kim e Liù, crescere insieme”.

credits photo: agenzia Sporteconomy

D: Torniamo al taekwondo in Italia. Qual è lo “stato di salute” del movimento?

R: Il momento più difficile lo abbiamo vissuto negli anni precedenti durante la pandemia da Covid-19. La rete delle ASD non ha subito perdite e, post emergenza sanitaria, anzi il numero delle strutture associative, così come dei tesserati, è cresciuta. Possiamo contare su 30mila tesserati (ma se si considerano anche i praticanti, a livello amatoriale, si superano le 45mila unità) con Puglia, Lazio, Sicilia e Campania, regioni-guida dell’intero movimento nazionale. Un movimento, tra l’altro, che è tra i primi 4 a livello mondiale.

credits photo: agenzia Sporteconomy

Se ci soffermiamo poi ad analizzare ciò che sta avvenendo a livello internazionale dobbiamo ricordare che questo è uno sport olimpico diffuso ormai a livello worldwide, con il continente africano in fortissima crescita sotto il profilo tecnico-sportivo. Come Italia puntiamo a portare a Parigi (il torneo di taekwondo è dal 7 al 10 agosto) due atleti di alto profilo (il campione olimpico/mondiale ed europeo Vito Dell’Aquila e Simone Alessio) e stiamo anche lavorando sul femminile. Abbiamo buone possibilità di medaglia, ma è chiaro che, a questi livelli, conta anche come si arriva nella fase del torneo. Più si è integri, maggiori sono le chance di medaglia.

D: Ci ha parlato di un settore in crescita. Cosa si può fare a livello marketing e commerciale per farlo crescere ulteriormente.

R: Siamo legati ad una serie di partner tecnici (ad esempio Daedo ed Erreà per l’abbigliamento delle divise dei team, nda), con particolare attenzione all’attrezzatura e all’abbigliamento gara, ma è chiaro che dobbiamo guardare anche all’extra settore.

Il taekwondo è uno sport fresco, giovane, dinamico, che permette di parlare alle community dei giovani. Non è più soltanto uno sport tecnico e da combattimento, ma anche di alto impatto televisivo e attraente sotto il profilo cromatico. Inoltre è economico per le famiglie e accessibile a tutti in ogni parte del Paese. Non è un caso che, come FITA, ci stiamo muovendo, da alcuni anni, nel settore degli eSports e, in occasione del WTGP, abbiamo realizzato un’area di intrattenimento dedicata al mondo del gaming insieme ad uno dei player più forti: la società capitolina Mkers.

credits photo: agenzia Sporteconomy

 

 

 

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Marcel Vulpis

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