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De Laurentiis (SSC Napoli): Con Maradona un ponte per l’internazionalizzazione

Nel post partita di Frosinone-Napoli, il Presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis ha parlato ai microfoni di Sky Sport. Un presidente che ha spaziato a 360 gradi, parlando di presente, di calciomercato, di rapporti con il mister Sarri e del futuro con un possibile utilizzo di Diego Maradona, icona del brand SSC Napoli.

D: Negli ultimi 11 campionati chi era primo nel girone d’andata era primo alla fine. Almeno la statistica la fa parlare di scudetto?
R: Sapete che la scaramanzia ci fa dire in maniera quasi impropria, noiosa… noi vogliamo parlare di partita in partita, no? Gli stessi giocatori hanno imparato a dire le stesse cose senza mai sbilanciarsi e a me viene sempre da ridere.
La verità è che questo è un campionato apertissimo, dove ce la giochiamo in tanti. Non è noioso, è spettacolare. Con un campionato così movimentato e intrigante – al di là di chi è campione d’inverno – c’è una motivazione a far bene per tutte le squadre. Più complicato è e più diventa interessante preparare la settimana.
D: Che aspetto del carattere di Sarri l’ha colpita?
R: La sua serenità, la sua umiltà e soprattutto ci accomunava il fatto che leggevamo entrambi tanti libri. Questa era una caratteristica che non avevo riscontrato con gli altri allenatori con cui avevo lavorato in precedenza. Mi ha molto affascinato anche questo suo modo di rapportarsi non soltanto esclusivamente al mondo del calcio, ma alla vita in generale. Poi il fatto che fosse stato anche in banca a lavorare sugli investimenti, e che quindi avesse anche un concetto obiettivo di certi rapporti, anche sul piano economico, anche non provinciali, mi ha rasserenato. Non a caso io gli ho fatto cinque contratti. Ho utilizzato la stessa tipologia contrattuale che uso nel Cinema. Poi se alla fine dei cinque anni ci saremo trovati bene e vorremo rinegoziare per un altro quinquennio, rinegozieremo.
D: Sul mercato.
R: Abbiamo bisogno di un difensore centrale e di un centrocampista. Ho dato mandato a Giuntoli e a Chiavelli sia per Maksimovic che per Kramer ed Herrera. Soltanto che poi abbiamo anche fatto una serie di valutazioni su altri 10 centrocampisti e altri cinque difensori centrali che avessero quelle caratteristiche sia anagrafiche che di gioco.
È molto difficile migliorare queste 4 squadre che stanno in testa perché uno può fare anche dei danni. Se per esempio molti dei nostri giocatori hanno cominciato a rendere soltanto dopo un certo numero di partite, era soltanto perché non avevano ancora assimilato i modelli di gioco di Sarri, che sono completamente diversi da quelli di Benitez. Per cui, lui ha dovuto ricominciare da zero. Se io compro un giocatore nuovo e ci mette 7-8 settimane per imparare questi movimenti è come se non lo avessi comprato. Quindi dobbiamo stare attenti. Bisogna andarci cauti perché poi possono esserci dei malumori o degli squilibri nello spogliatoio.
D: Sul futuro.
R: Bisogna adesso trovare un ponte tra il Napoli e Diego Maradona, soprattutto sul piano dell’internazionalizzazione. Era già una mia vecchia idea, ora la devo mettere a punto e devo assolutamente vedermi con lui e verificare cosa possiamo fare insieme di bello. È un personaggio che bisogna mantenere nel calcio e non bisogna assolutamente perderlo.

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Redazione

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