Punto e a Capo

Calciopoli a rischio UE

Vi potete immaginare cosa accadrebbe se l’ipotesi rilanciata dal quotidiano Libero risultasse vera? Facciamo un passo indietro. Secondo una sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea del 18 luglio “le regole e le sentenze sportive – spiega Farina, vicedirettore di Libero – quando ci siano di mezzo interessi economici, passano sotto la normale giurisdizione” e “le sentenze della Corte sono definitive, hanno efficacia vincolante e forza esecutiva all’interno degli Stati membri”. Quindi “allorchè una sanzione tocchi la libertà  economica dei club o delle imprese questa pena e le regole da cui è derivata sono sottomesse al diritto comunitario”.
“La punizione dal 18 luglio in poi deve essere proporzionata all’obiettivo perseguito – continua Farina – Se eccessiva è un errore, una violazione del diritto comunitario e del diritto alla concorrenza. E un giudice civile, a livello nazionale o europeo, le dovrà annullare, e i danni dovrà pagarli la Federazione. Una sanzione di centinaia di milioni di euro è fuori da ogni canone. Un faccenda del genere esce dall’orto sportivo. Deve sottomettersi alle regole europee della concorrenza”.


 


Secondo questa interpretazione tutto l’ “affaire” calciopoli andrebbe quindi a farsi benedire, e improvvisamente la tanto vituperata Juventus si ritroverebbe di colpo in Serie A, con tante scuse per l’incidente occorso. Un fallimento completo per la federazione guidata da Guido Rossi e per la Caf che con la sua sentenza potrebbe spianare la strada al ricorso verso la giustizia ordinaria di chi si è sentito bistrattato oltre ogni limite.


 


Forse, indipendentemente dalle considerazioni di Libero e di Farina, il processo (mentre scriviamo siamo in piena fase di appello) ha voluto troppo velocemente chiudere una partita che invece meritava ben ulteriori approfondimenti. Spazio ora alle regole europee, fin troppe volte chiamate a gran voce come esempio da seguire, e che questa volta però potrebbero “condannare” i troppi europeisti convinti in giro per l’Italia.

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Marcel Vulpis

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