Federazioni Italiane

Tempi Supplementari – Pronta la nuova squadra di Giovanni Malago’ per il pianeta CONI

Ora al Coni c’è un tutore con i capelli bianchi, Roberto Fabbricini, che, oltre a far crescere la squadra, ritorna all’antico. Come responsabile dell’Area sport, della Preparazione olimpica e dei rapporti con le Federazioni internazionali.



La novità sono i quattro moschettieri: il vicesegretario (e segretario in pectore) Carlo Mornati; il direttore generale della Coni Servizi Michele Uva, il coordinatore della attività della presidenza del Coni, Franco Soro (vera new entry) e l’ amministratore delegato della Coni Servizi Alberto Miglietta. Quest’ultimo, presidente del Badminton, rappresenta la gratificazione delle piccole-medie federazioni che ora contano.



Mornati ha le deleghe istituzionalmente più importanti: dall’antidoping (che si avvale del coordinamento di segreteria di Stefania Terenzio) alla promozione sportiva; dai progetti speciali (curati da Marco Arpino) alla direzione sul territorio (esercitata da Maurizio Romano) e alla delicatissima gestione della giustizia sportiva.

Uva è il “broker”, mediatore finanziario e di mercato, s’è fatto una solida esperienza nel volley (Matera pallavolo), basket (Virtus basket Roma) e nel calcio (principalmente Parma calcio, SS Lazio e centro studi FIGC).

Soro non è mai stato sotto i riflettori dello sport, ma è l’uomo di fiducia di Malagò.



Miglietta, affermato  commercialista, ci ricorda un paradosso: la salute dello sport è così importante che non va lasciata ai soli medici. Difatti il presidente del Badminton gestirà nientemeno che l’Istituto di Medicina dello Sport, in attesa che il professor Carlo Tranquilli venga ricollocato.



Nel nuovo organigramma Coni, però, vanno interpretati gli spostamenti e pure le conferme eccellenti. Malagò non poteva che continuare ad avvalersi di una dirigente come Rossana Ciuffetti. L’unica salita in alto nella “nomenklatura” del Coni. Ciuffetti ha perso la Preparazione olimpica ma ha guadagnato una direzione autonoma della Scuola dello Sport (slegata dalle risorse umane di Nicola Schiavone) con l’aggiunta della supervisione sulle scuole regionali. L’istruzione olimpica è donna.



Diego Nepi, invece, si conferma il manager più giovane ed emergente, nella gestione e valorizzazione: degli impianti sportivi, dei centri di preparazione olimpica  e del Parco del Foro Italico, degli eventi. Ha fatto cassa con gli Internazionali di tennis e il Golden Gala di atletica, ma i milioni sono arrivati pure dai concerti. Soldi che Francesco Romussi (patrimonio e acquisti) spende bene.



Antonello Bernaschi, dai maligni mandato in pensione, resta al suo posto. Così come Sandro Cherubini continua ad essere l’accorto custode degli atti degli Organi collegiali e l’avvocato  Sandro Camilli, prosegue a macinare ricorsi  e udienze in nome del  Coni. Confermato anche Danilo Di Tommaso. Con l’unica differenza, rispetto al passato, che i rapporti, conoscendone vizi privati e pubbliche virtù, con onorevoli e giornalisti saranno filtrati dallo stesso Malagò. 



Non volendo nascondere la polvere sotto il tappeto, segnaliamo la preoccupante assenza dall’organigramma Coni di un “polo culturale”, da non confondere, né con la didattica, né con la formazione. Si dice che l’argomento sarà affrontato nella prossima Giunta Nazionale del 17 settembre. Proprio a cominciare dall’istituzione di un “Archivio centrale dello Sport”. Un tema che, ufficialmente dall’8 ottobre 2012 e ufficiosamente da due anni prima, il governo del Coni voleva risolvere. Ne parliamo anche per interesse personale (volontario) di componente della commissione Marchioni.  

A Presidente e Segretario generale, ironicamente, rammentiamo un vecchio programma tv Rai sull’alfabetizzazione a cura del maestro Alberto Manzi: “Non è mai troppo tardi”. O no?
(di Gianni Bondini) Chi si aspettava un terremoto è rimasto deluso dal nuovo Organigramma del Coni di >Giovanni Malagò e del suo partner e capo della Coni Service, Franco Chimenti. Attenzione, però, a sottovalutare il “ribaltino”, che, a gennaio 2014  (l’anno del Centenario), potrebbe trasformarsi nel vero ribaltone. Magari dopo la nomina di Lello Pagnozzi a presidente del Credito Sportivo. Perché Malagò sa vincere e assegnare le deleghe.

Previous post

Marketing - Mourinho Special One diventa un cartoon di successo

Next post

Marketing - Latte Granarolo torna sulle maglie delle VU nere

Marcel Vulpis

Marcel Vulpis

No Comment

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *