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Silva (Miami FC): Adesso tocca alla FIFA dimostrare di fare ciò che da tempo dice di volere…

Si potrebbe aprire una “crepa” nel muro della FIFA, alla luce della decisione presa di recente (lo scorso 3 febbraio) dal TAS (Tribunale Arbitrale dello Sport) di Losanna, sull’onda dell’arbitrato promosso da 2 club statunitensi (il Miami FC e il Kingston Stockade FC) nei confronti della Federcalcio USA (la US Soccer Federation) e della Concacaf (la Confederazione del calcio Centro Nord-americano), che non prevedono, sul territorio degli Stati Uniti, l’obbligatorietà del “principio” di promozione/retrocessione nei campionati, a seconda della diversa categoria di appartenenza.

Ad inizio mese il TAS ha stabilito che l’Art.9 relativo al regolamento sull’applicazione dello statuto FIFA, pur presentando, sulla carta, una “formulazione obbligatoria”, non imporrebbe, di fatto, allo stesso organismo di governo del calcio mondiale, di applicare la norma in oggetto anche negli USA.

Gianni Infantino  (Photo by Harold Cunningham/Getty Images for UEFA) – foto tratta dal web

La questione finirà pertanto sul tavolo del presidente FIFA, Gianni Infantino, che si trova in mezzo ad un guado, costretto a dover prendere una decisione sul tema. Il soccer a stelle e strisce è storicamente un “sistema chiuso”. Infatti non consente di essere “promosso” a chi come il Miami FC aveva conquistato sul campo il diritto di essere ammesso alla MLS (Major League Soccer). Questo diritto sportivo non ha mai portato ad alcuna promozione, e, come spesso succede, le franchigie (inserite nella massima serie a stelle e strisce) seguono logiche di business piuttosto che di altra natura.

Florida International University’s newly renamed Ricc)ardo Silva Stadium in Miami, Florida on April 3, 2017.

Su questo fronte si batte da tempo, soprattutto a livello legale, Riccardo Silva imprenditore italiano (specializzato nella compravendita di diritti sportivi) da sempre impegnato nel mondo dello sport, al fianco del progetto dei Miami FC (nel ruolo di Presidente). 

Il calcio deve essere aperto, inclusivo, non discriminatorio e basato sul merito sportivo, non certamente sul denaro. La FIFA, per fortuna, ha sempre dichiarato, a parole, di sostenere questo principio anche per gli USA….Ora che il TAS ha stabilito che spetta alla FIFA e non alla Federcalcio statunitense (USSF,nda), la decisione su sistema calcistico “aperto” o “chiuso” negli Stati Uniti, finalmente la FIFA ha la possibilità di fare quello che dice da tempo di volere” – ha dichiarato in esclusiva Riccardo Silva (nella foto in primo piano) all’agenzia Sporteconomy.

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Redazione

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