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Malagò (CONI): Chiudiamo questa edizione dei Giochi con 28 medaglie visibilmente contenti

(di Marcel Vulpis) – Con una conferenza stampa durata oltre un’ora presso la sede di Casa Italia, Giovanni Malagò, presidente del CONI, ha voluto salutare i rappresentanti dei media presenti a Rio per consegnare una fotografia di questa XXXI edizione olimpica per l’Italia Team.

Gli azzurri tornano a casa con 8 ori, 12 argenti (l’ultimo con l’Italvolley opposto ai fortissimi brasiliani) e 8 bronzi (nel pomeriggio era arrivato il terzo posto di Frank Chamizo, cat. 65 kg lotta libera), al nono posto del medagliere a cinque cerchi (28 medaglie complessive). Dieci poi i quarti posti (nove a Londra2012). Sempre a Londra l’Italia portò a casa 28 medaglie (8 ori, 9 argenti e 11 bronzi e all’ottavo posto complessivo). Sono andate a medaglia 15 regioni su 20 (a Londra furono 13), con il ritorno della Calabria, dell’Abruzzo e del Trentino Alto Adige.

A livello di geopolitica sono andati a medaglia (al di là del colore) 87 paesi su 209 (5 in più rispetto a Londra e 10 se confrontato questo numero con la rassegna di Pechino 2008)

Il Lazio e Roma Capitale sono la regione e il capoluogo di provincia con il maggior numero di medagliati, rispettivamente 9 e 6. A livello regionale secondo posto per la Toscana (8).

Complessivamente il CONI pagherà in premi 5,4 milioni di euro per gratificare dei loro sforzi tutti i medagliati di Rio2016 (150 mila euro solo per l’oro).

Ultima annotazione nel confronto con le nazioni delle città candidate per i Giochi estivi del 2024 l’Italia (Roma2024) è terza con 28 medaglie e 8 ori, al primo posto i colossi americani (121 medaglie così suddivise: 46 ore, 37 argenti e 38 bronzi), che sostengono Los Angeles 2024. L’America è seguita dalla Francia (Parigi2024) con 42 medaglie (10 ori, 18 argenti e 14 bronzi). Dietro all’Italia c’è solo l’Ungheria ottima 12ima nel medagliere: ha conquistato 8 ori, 3 argenti e 4 bronzi.

Adesso chiaramente la sfida si sposterà dal piano sportivo a quello organizzativo e il 7 ottobre bisogna nuovamente presentare un nutrito dossier al CIO, con la firma in calce del neo sindaco Virginia Raggi. Malagò su questo tema durante la conferenza stampa brasiliana è stato “ermetico”, anche perché l’ultima parola, a torto o a ragione, spetta al sindaco della città candidata, non al CONI. Tutto può succedere, ma se questo evento negativo dovesse avverarsi, la Raggi entrerebbe nella storia di questo Paese più per il gran rifiuto che per altri progetti di ordinaria o straordinaria amministrazione. Provare per credere. Imbarazzante inoltre sarebbe non investire sul progetto avendo Roma come la città italiana con il maggior numero di medagliati a Rio. Una beffa nella beffa, eventualmente.

Milano 28 maggio 2016 Palazzo Lombardia - Sala Biagi Convegno FMSI. "IL PRIMO SOCCORSO SPORTIVO DEFIBRILLATO PSS-D". © foto di Simone Ferraro

Milano 28 maggio 2016
Palazzo Lombardia – Sala Biagi
Convegno FMSI.
“IL PRIMO SOCCORSO SPORTIVO DEFIBRILLATO PSS-D”.
© foto di Simone Ferraro

Una annotazione finale sul presidente Giovanni Malagò: non c’è bisogno di uno scienziato per capire che ci ha messo la faccia (stanca e tiratissima durante la conferenza stampa), il cuore e anche la camicia (come ha sottolineato), in questa XXXI edizione dei Giochi, Voleva fare bene e rappresentare al meglio l’immagine di un Paese. Secondo noi ci è riuscito brillantemente e lo diciamo non per amicizia, ma perché lo confermano i numeri e i numeri non mentono mai.

E’ chiaramente un presidente diverso da Gianni Petrucci, poco incline (l’attuale presidente della Federbasket – assente ai Giochi con il quintetto azzurro) a togliersi la giacca (nel senso letterale del termine). Ma è questo ciò che ci vuole oggi in Italia. Non è più tempo di doppi petti (con il massimo rispetto per chi li portava e per chi li continuerà a portare). Oggi la competizione internazionale nello sport è di altissimo livello. Non è più tempo per prove, tentativi o scampagnate esotiche. O per cene di gala a livello istituzionale. La programmazione olimpica è più vicina al mondo della scienza che ad intuizioni attorno ad un tavolo al Palazzo H.

Malagò ha portato a casa 28 medaglie con il suo Italia Team. Potevano essere di più, come di meno (anche il fattore della fortuna ha inciso), ma, dalla prima all’ultima medaglia, l’ha sudata come se fosse lui in pista, sul tatami, in piscina o sul campo di tiro. Di fronte a questo impegno certosino, ai limiti dell’abnegazione, c’è solo una parola: Chapeu!

E adesso puntiamo ai Giochi di Tokyo2020 con l’occhio rivolto al dossier della candidatura olimpica di Roma2024.

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Marcel Vulpis

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