All newsAltri eventiAziendeCalcioCalcioCalcio.InternazionaleDiritti TelevisiviEconomia E PoliticaFormazione&ConvegniIstituzione e AttualitàMarketingPrurito calcisticoPubblicitàPunto e a CapoSponsorshipSport Business

In Europa è dominio ManCity. Solo tre club italiani nella top20 della Football Money League

(di Marcel Andrè Vulpis) – Post pandemia il calcio inglese torna nuovamente a correre veloce. Per la prima volta, i club di English Premier League infatti rappresentano più della metà della “Top 20” della Football Money League (11 su 20), la ricerca di riferimento nel mondo del football continentale.

L’EPL è l’unica tra le 5 più importanti leghe europee a veder cresce il valore dei diritti tv durante l’ultima rinegoziazione. Continua ad attrarre milioni di fan in tutto il mondo e i club che ne fanno parte hanno un vantaggio competitivo maggiore in termini di entrate rispetto ai club concorrenti di altre nazioni.

L’interesse dei partner commerciali, dei tifosi e degli investitori per la Premier League risulta più alto che mai. Se da un lato tutto questo fa ben sperare per una crescita ulteriore, dall’altro le richieste continue di revisione per una maggiore redistribuzione della ricchezza finanziaria dei club inglesi all’interno del sistema e l’impatto del carovita rendono ancora più importante per gli stakeholder di questa competizione una visione chiara sulle loro priorità come amministratori dei club più importanti.

Il ManCity sulla vetta d’Europa

Per il 2° anno consecutivo, il Manchester City (nella foto in primo piano) ha conquistato la vetta della Money League (731 milioni di euro di ricavi totali), seguito da Real Madrid (714 milioni di euro), Liverpool (702 milioni di euro), Manchester United (689 milioni di euro) e Paris Saint-Germain (654 milioni di euro). Per la prima volta nello studio condotto da Deloitte, più della metà della “Money League” proviene da un solo mercato nazionale, con i club della English Premier League (EPL) che costituiscono appunto 11 delle prime 20 posizioni in classifica. Cinque dei “sei grandi” club della Premier League hanno registrato un aumento dei ricavi in euro del 15% o più (per un incremento totale di 226 milioni di euro), grazie al lancio di nuove partnership commerciali e agli introiti generati da eventi non legati alle partite, come concerti e tour degli stadi.

Più in generale, nella stagione 2021/22, i primi 20 club per ricavi nel calcio mondiale hanno generato un fatturato totale di 9,2 miliardi di euro, come si evince dalla 26ima edizione della “Football Money League” pubblicata dallo Sports Business Group (SBG) di Deloitte.

L’aumento dei ricavi totali, pari al +13% rispetto all’anno precedente, è dovuto al ritorno delle partite a porte aperte a seguito dell’abolizione delle restrizioni da Covid-19, generando un significativo incremento delle entrate da stadio: da 111 milioni di euro a 1,4 miliardi di euro. Anche i ricavi commerciali sono aumentati dell’8% rispetto all’anno precedente (da 3,5 miliardi a 3,8 miliardi di euro), ma il loro impatto è stato vanificato dalla contrazione dell’11% (pari a 485 milioni di euro) dei ricavi da diritti televisivi rispetto agli introiti audiovisivi della stagione 2020/21, che, però, avevano beneficiato dei differimenti dei ricavi delle partite 2019/20 rinviate a causa della emergenza sanitaria.

Solo 3 club tricolori in classifica

L’analisi in esame si concentra anche sulle squadre italiane. Nelle prime 20 posizioni troviamo solo la Juventus (11ima), l’Inter (14ima) e il Milan (16imo). I bianconeri perdono ben due posizioni (un anno prima erano saldamente al 9°), i nerazzurri si confermano mentre i rossoneri salgono dal 19imo al 16imo). La Juve supera di poco i 400 milioni di euro, l’Inter si ferma a 308,4 milioni e il Milan a 264,9 milioni. Il calcio italiano conferma pertanto tre dei suoi top team, ma il rischio vero è che nel giro di pochi anni anche squadre meno blasonate delle nostre italiane possano velocemente recuperare posizioni strategiche in classifica. Il Leicester City (17imo) ha raggiunto un valore della produzione di poco superiore ai 252 milioni di euro (ad appena 12 milioni dai rossoneri), ma anche il Newcastle United (Premier League), dopo la “cura” saudita (il club britannico è sotto il controllo del PIF, il più importante fondo sovrano a livello nazionale) nonostante il 20imo posto è a 52 milioni (in totale 212 milioni) dal volume d’affari del Milan targato “USA”. Un segnale inequivocabile della crescita del sistema britannico nel suo complesso.

 

 

 

Previous post

TAR Friuli-Venezia Giulia rigetta la richiesta cautelare proposta dalla Lega Serie A nel giudizio proposto contro Udinese

Next post

Sport di base, principali EPS chiedono attenzione a Draghi e Mattarella: servono aiuti urgenti

Marcel Andre Vulpis

Marcel Andre Vulpis

No Comment

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *