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Il caso SG+ e gli scenari futuri dello sports-marketing tricolore

(di Marcel Vulpis) – Nei giorni scorsi è stato presentato ai media il nuovo progetto di re-branding di Studio Ghiretti oggi SG+, sempre più presente sul mercato come struttura di sport-advisoring. Questa notizia permette una serie di riflessioni tra addetti ai lavori.

In un mercato sempre più complesso, articolato, globale, per non dire globalizzato, non c’è più spazio, né per le boutique tout court di marketing sportivo, né per strutture dedicate esclusivamente ad una vendita commerciale di spazi su tutti gli sport ed eventi. Serve specializzazione con l’occhio rivolto alla consulenza strategica.

Quei tempi del “tutto comunque va bene” (con operazioni di mera exposure sui campi sportivi) ormai sono passati e nel futuro, si apriranno opportunità solo per realtà capaci di fornire ai propri clienti un processo consulenziale a 360 gradi, a seconda delle necessità contingenti del momento.
I players del mercato sport cercano questo, ovvero consulenti e/o strutture organizzate (come nel caso di SG+ su Parma, come su Milano e Roma) in grado di “affiancarli” in progetti più o meno complessi. E i servizi non riguardano solo la progettazione marketing, ma anche l’area della comunicazione di supporto, l’analisi delle opportunità/criticità, l’advisoring a tutto tondo, oltre che le attività di social responsability e fan engagement.

Proprio su quest’ultimo aspetto è possibile fare una ulteriore riflessione: non c’è case history di successo, che non passi dal coinvolgimento ed interazione delle community sportive sottostanti. Chi ha operato in direzioni strategiche opposte a queste o è fallito o sta per fallire. Lo sport è fatto di contenitori e di contenuti. Adesso nello sport 3.0 c’è bisogno sempre più di interazione, coinvolgimento, di canalizzazione della passione, di indirizzo della stessa verso quei partner (endorser, sponsor, ecc.) che aiutano le discipline sportive, i soggetti sportivi e gli eventi ad esistere e ad essere sempre più entertainment-oriented.

Per arrivare a centrare questi obiettivi servono competenze specifiche, esperienze professionali costruite negli anni, una credibilità aziendale che non si acquista su eBay, ma è certificata dai rapporti pluriennali che si sono stretti, consolidati, con questi stessi players.

Ecco perché il re-branding dello Studio Ghiretti in SG+, che può sembrare, a prima vista, una operazione tradizionale di restyling aziendale, ha però nel suo dna quella matrice valoriale di impegno al servizio del “cliente” (in questo caso del mercato sportivo), che non è un asset strategico che si costruisce in un mese, ma in anni di lavoro nel settore.

Ed è normale che dopo questi primi 15 anni di attività Roberto Ghiretti (nella foto), fondatore della struttura parmense, abbia fatto il grande passo di trasformazione da boutique dedicata ai players sportivi a vera e propria sport advisor agency di profilo nazionale. La direzione aziendale è quella giusta e i risultati siamo certi che si vedranno già nei prossimi tre anni di questa trasformazione copernicana.

Una immagine di Roberto Ghiretti fondatore di Studio Ghiretti

Una immagine di Roberto Ghiretti fondatore di Studio Ghiretti

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Marcel Vulpis

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