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Champions-Europa League: le maglie valgono 860 milioni di euro

Si entra nelle fasi finali della Champions e dell’Europa League 2020. Se si analizza il valore globale delle sponsorizzazioni di maglia, a partire dai quarti, ci si trova di fronte ad un contenitore economico-sportivo del valore di 860 milioni di euro, con il trofeo Uefa più prestigioso, in grado di intercettare marchi per 613,9 milioni. A seguire l’Europa League con 246,6 milioni.

La crescita di questo secondo format continentale (la finale è in programma il prossimo 21 agosto a Colonia), è legata a filo doppio alla presenza di uno dei top club semifinalisti.

E’ il caso del Manchester United (atteso dal Siviglia nel primo dei due eventi) sponsorizzato da Chevrolet (74,1 milioni di euro) e Adidas (86,9 milioni). Il team andaluso, invece, è sostenuto da Marathonbet, bookie russo già sponsor di maglia della Lazio (prima dell’introduzione delle norme anti-betting previste dal “Decreto Dignità”). L’azienda moscovita paga 5 milioni annui ed è affiancata da Nike (3 milioni).

Betting in pole. Nella seconda semifinale (si giocherà alla Düsseldorf Arena il 17 agosto) l’Inter di Antonio Conte scenderà in campo con i marchi di Pirelli (10,3 milioni) eNike (19,1 milioni). Lo Shakhtar Donetsk, costretto, anche quest’anno, a giocare in trasferta per gli sviluppi del conflitto ucraino-russo, è sponsorizzato da Pari Match, bookmaker cipriota e da Nike (7 milioni). E’ di queste ore, tra l’altro, la firma del Parlamento ucraino, che ha aperto al gioco d’azzardo, rendendolo pubblico, lecito e regolamentato (un intervento legislativo che farà crescere il Pil nazionale nella misura dell’1%).

Il club di riferimento della Europa League 2019/2020 è sempre il ManUtd, con un valore di maglia globale pari a 161 milioni di euro, mentre il fanalino di coda è il Basilea (4,3 milioni), supportato da Novartis e Adidas (gli svizzeri sono stati eliminati, nei quarti, proprio dagli ucraini dello Shakhtar).

Valori record. Ricca la “torta” della Champions (analizzando gli otto club promossi nei quarti), stimata in 613,9 milioni di euro. Il club di riferimento è il Barcellona di Leo Messi. La maglia blaugrana è da record: vale 160 milioni di euro, potendo contare su Rakuten (55 milioni), ma soprattutto su Nike (105 milioni annui). La squadra più “povera” è l’Atalanta: 4,5 milioni, supportata da Radici group e Joma. Un miracolo economico, per certi versi, se messo a confronto con i 135 milioni di euro del Paris Saint-Germain. I francesi, che hanno conquistato la semifinale nell’extra time, incassano da Accor (con il brand “ALL”) 60 milioni e 75 milioni dalla casa dell’Oregon. Da seguire, sul podio degli accordi, gli inglesi del Manchester City, sostenuti da Etihad airways (52,1 milioni) e Puma (75,3 milioni).

Il settore-guida del torneo è il trasporto aereo: oltre al ManCity, infatti, si registra la presenza di Emirates. Il vettore emiratino paga 10 milioni annui per apparire sulla divisa del Lione (negli ottavi di finale hanno eliminato,, a sorpresa la Juventus).

Sfida infinita. Discorso a parte merita l’analisi delle sponsorship tecniche. In Europa League domina Adidas, fornitore di Wolverhampton (GB), Manchester United (GB), Copenhagen (Dan) e Basilea (Svi), anche se i tedeschi, in semifinale, saranno rappresentati solo dai “Red Devils”.

Nike veste, invece, il Siviglia, l’Inter e lo Shakhtar (tutti club semifinalisti). Unica eccezione è Jako, partner del Bayer Leverkusen, eliminato proprio dai nerazzurri nei quarti.

La Champions, in questa stagione, è presidiato dal brand Nike: PSG, RB Lipsia, Atletico Madrid e Barcellona i club-bandiera. Dietro Adidas con il binomio Bayern Monaco-Olympique Lione. Unica eccezione Joma, sponsor tecnico (anche nella prossima stagione) dell’Atalanta e Puma, fornitore dei Citizens.

La fase finale dei due tornei a marchio Uefa ha confermato la presenza delle big company dell’abbigliamento sportivo (Adidas e Nike), così come delle multinazionali del largo consumo, interessate a sfruttare la piattaforma del calcio per crescere in visibilità e notorietà.

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