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Tempi duri per la Juve, passata dai record sul campo verde a quelli dei bilanci in “rosso”

Lo stop imposto dalla UEFA triplica le perdite: -60 milioni di ricavi in soli sei mesi.

(di Davide Pollastri) – Le Coppe logorano chi non le ha, o per meglio dire, chi non le gioca. Lo sa bene il CDA della Juventus FC, che il 16 febbraio ha approvato la relazione sul I semestre dell’esercizio 2023-24 registrando una perdita di 95,1 milioni di euro, in peggioramento di 65,6 milioni rispetto ai -29,5 milioni riportati nello stesso periodo dell’anno precedente.

Il club, controllato da Exor N.V. (che detiene il 63,8% delle azioni e che si è già detta pronta a coprire per intero l’aumento di capitale da 200 milioni deciso dal CDA lo scorso 23 novembre), ha confermato, attraverso un comunicato, che il semestre in oggetto è stato penalizzato per circa 60 milioni (a livello economico) dagli effetti diretti correlati alla mancata partecipazione della prima squadra alle competizioni UEFA.

Nel dettaglio, la società ha registrato, nel primo semestre, ricavi per complessivi 190,6 milioni di euro (85,6 milioni in meno rispetto alla chiusura del primo semestre 2022/23, quando i milioni contabilizzati furono 276,2 mln).

Lo stop della UEFA e le tutt’altro che irresistibili prestazioni della squadra stanno causando perdite notevoli: -47,2 milioni dai diritti tv (47,3 quest’anno, 94,5 un anno fa), -3,8 milioni ricavati dalle partite (24,7 mln. quest’anno, 28,5 l’anno scorso), -9,9 dal commerciale (81,6 contro 91,5) ed infine -25,4 dalla gestione dei calciatori, ovvero dai ricavi legati alle cessioni e ai prestiti degli atleti contrattualizzati (17,3 contro 42,7).

Solo sotto la voce “altri ricavi” si registra un plus, ma si parla di solo +0,9 (19,7 milioni contro 18,8). Davanti ai numeri sopracitati, i vertici bianconeri riflettono; si sapeva che per la “Vecchia Signora” questo sarebbe stato un anno “zero” e, sotto certi aspetti, la risalita è già iniziata.

Nel primo semestre i costi complessivi sono stati pari a 273,3 milioni, 22 in meno delle spese registrate un anno fa (295,3), e anche l’indebitamento finanziario netto si sta riducendo (seppur lentamente).

 

 

 

 

 

 

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