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Romania e Georgia reclamano il Sei Nazioni di rugby

Sconfitti per 10 punti da un’Italia non delle più brillanti (32 a 22) nell’ultima edizione della Rugby World Cup, vinta dagli All Blacks sull’Australia, la Romania è una delle selezioni emergenti del pianeta ovale, così come il Giappone, forte di una vittoria storica sul filo di lana sul Sudafrica.

Adesso Octavian Morariu, numero uno della Federugby Romania (17imo nel ranking mondiale), ha lanciato un sasso nello stagno: “Il sistema promozioni-retrocessioni può non essere il migliore, se parliamo di Six Nations, ma va aperta una discussione“. Sulla stessa posizione è la Federugby Georgia (al 14imo posto e ad appena 0.76 punti dall’Italrugby scesa al 12imo posto).

Per il momento il board del Six Nations fa orecchie da mercante alle sollecitazioni di matrice romena/georgiana, anche se un’apertura c’è sul tema dei test-match. Praticamente squadre come la Romania e la Georgia, per il ranking raggiunto, potrebbero essere utilizzate nelle amichevoli contro Francia, Italia, Scozia, Inghilterra, Galles ed Irlanda. Questo darebbe la possibilità di mostrare il loro reale valore sportivo e di aprire effettivamente una discussione tecnica, in caso di vittoria.

La Federugby romena e quella georgiana sostengono una tesi opposta: il gap tecnico con gli azzurri non è più elevato e l’Italrugby può essere sconfitta in campo in qualsiasi momento. Ecco perché spingono per ottenere l’introduzione delle promozioni/retrocessioni, perché un loro ingresso nel Six Nations porterebbe in dote milioni di euro (collegati alla redistribuzione dei diritti tv dell’evento) da investire per lo sviluppo del movimento rugbisti. Cosa quest’ultima che per esempio non si è vista sul nostro territorio, dove il campionato italiano di serie A ha perso smalto e appeal, negli anni, schiacciato troppo dall’audience del brand della Nazionale.

Per la cronaca, proprio grazie alla vittoria sulla Romania, l’Italia è arrivata terza nel suo girone del RWC2015 e questo le consente di essere inserita di diritto nella fase a gironi di Giappone2019, prossima edizione del Mondiale della palla ovale. Il Giappone, padrone di casa del nono evento iridato nella storia del rugby, ha chiuso al 10imo posto del ranking mondiale ed è avanti di due posti anche rispetto all’Italia.

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Marcel Vulpis

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