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Roma2024: Radicali, We have a problem. Olimpiade a rischio fuoco amico?

(di Marcel Vulpis) – Dodici punti per cambiare il volto della città di Roma Capitale. Parte così il progetto di lista dei Radicali guidata/presentata da Emma Bonino (nella foto), Marco Cappato e Riccardo Magi (diventato famoso negli ultimi mesi per la proposta di un referendum popolare sul tema Roma2024).

I Radicali appoggeranno alle prossime comunali di Roma (5 giugno 2016) il candidato sindaco del centrosinistra, Roberto Giachetti (parlamentare PD, ex radicale, e vice-presidente della Camera dei Deputati). Sempre i Radicali hanno fatto notare che il loro appoggio è alla “persona” (a Roberto Giachetti), non al PD.

Emma Bonino in una foto recente tratta dal web

Emma Bonino in una foto recente tratta dal web

La prima di due anomalie politiche riferibili all’impegno dei Radicali a favore del blocco del centrosinistra (ne fanno parte i Verdi, l’IDV, Scelta Civica (nella foto), i Popolari, i liberali dell’ALDE, Cantiere Democratico di Stefano Pedica ed altre formazioni civiche).

da sinistra verso destra - Enrico Zanetti (segretario politico Scelta Civica) - Mariano Rabino (Enti Locali) e Roberta Oliaro, durante una conferenza stampa in Parlamento.

da sinistra verso destra – Enrico Zanetti (segretario politico Scelta Civica) – Mariano Rabino (Enti Locali) e Roberta Oliaro, durante una conferenza stampa in Parlamento.

Il PD infatti è il partito di riferimento di Giachetti non è una scatola vuota, che non ha alcun peso nelle scelte del possibile futuro sindaco di Roma. Anche perché lo stesso parlamentare è organico al PD di Matteo Renzi. E’ stato designato proprio dal segretario/Premier.

Ma l’anomalia politico-tecnica più interessante è quella della posizione sul tema di Roma2024. Un key-point di molti candidati sindaci a Roma. Tutti, nessuno escluso, hanno fornito una loro opinione su questo progetto di candidatura olimpica. Magi, pur non essendo candidato sindaco, è l’uomo che sta proponendo il referendum per far partecipare la collettività capitolina a questa scelta.

Giachetti, poi, pur non essendo contrario allo strumento referendario in senso assoluto (come ha dichiarato ieri in una intervista sul Manifesto) è ampiamente schierato a favore di Roma2024 (la considera una grandissima opportunità per il rilancio della città). Per gli investimenti che potrebbe attrarre. 

Non si capisce come queste due posizioni, nettamente antitetiche, possano convivere, nelle prossime settimane, quando la campagna per Roma diventerà un inferno.

L'immagine della scalinata che porta alla piazza del Campidoglio

L’immagine della scalinata che porta alla piazza del Campidoglio

Anche perché come sottolineano gli stessi Radicali, l’iniziativa referendaria è partita e incardinata (si aspetta solo di conoscere l’ammissibilità o meno del quesito referendario) e si andrà avanti a prescindere dalle posizioni di Giachetti e della coalizione.

Immaginate se una volta eletto sindaco di Roma, il parlamentare PD si trovasse di fronte ad un risultato negativo collegato al referendum, proposto proprio dall’alleato Magi/Radicali. L’idea di una Roma Capitale rilanciata attraverso i Giochi Olimpici cadrebbe sotto il fuoco amico.

Per l’ufficio stampa dei Radicali, Valentina Ascione (contattata telefonicamente) non c’è “nessun problema“. Il referendum non fa parte dei 12 punti programmatici, perché si muove su un canale specifico. Questa è la linea ufficiale. Si procede, pertanto, a sostegno di Giachetti.

Ma il problema ci permettiamo di dire c’è ed è anche ingombrante.

Su questo tema, secondo noi, Giachetti e Magi dovrebbero chiarirsi maggiormente e, soprattutto, dovrebbero chiarire ai media come si muoveranno nei prossimi mesi, perché le alleanze quando sono forti prevedono un sodalizio politico senza se e senza ma. Ovvero su tutta la linea.

Roberto Giachetti, candidato coalizione centrosinistra a Roma alle prossime amministrative

Roberto Giachetti, candidato coalizione centrosinistra a Roma alle prossime amministrative (in una recente foto alla presentazione di Scelta Civica del progetto del Cantiere dei Moderati)

“Roma2024” non appare proprio nei 12 punti del programma dei Radicali, ma è chiaro che non esiste, per non creare problemi al candidato Giachetti. La polvere, però, non scompare solo perché nascosta sotto il tappeto.

Giachetti spera che il quesito non sia proprio ammesso, così tutto finirebbe in cavalleria. Ma se ciò non dovesse avvenire e i Radicali raccogliessero le 30 mila firme per chiamare i romani al voto su Roma2024? Come sarebbero i (futuri) rapporti tra il neo sindaco del PD e il giovane alleato dei Radicali? Non sarebbe auspicabile, anche sotto il profilo del buon senso, che Magi ritirasse questo referendum “temerario”? Dimostrando così di essere veramente l’alleato fedele di Giachetti e non solo a parole?

Il logo della lista dei Radicali per le comunali di Roma2016

Il logo della lista dei Radicali per le comunali di Roma2016

Attendiamo risposte ai tre quesiti. 

Nel frattempo riceviamo e pubblichiamo un sms di Valentina Ascione (Radicali), che ci invita a sottolineare il seguente pensiero sul tema Roma2024: “Il referendum non fa parte dei punti programmatici, perché è una iniziativa già incardinata con il deposito del quesito in Campidoglio”. 

La nostra risposta ai Radicali – (Marcel Vulpis) – Concetto ampiamente spiegato nell’editoriale in questione ed è proprio questa “assenza” che fa e farà discutere gli addetti ai lavori nelle prossime settimane, sotto il profilo politico. Non è in discussione infatti la liceità del deposito di un quesito referendario, ci mancherebbe. Anche senza essere Radicali, è un tema su cui siamo tutti d’accordo. Un po’ meno è l’effetto politico di un’azione, che rischia di generare danni economici per il territorio di Roma e i romani.

La bravura di un politico o di un movimento non è tanto quella di presentare valanghe di carte per difendere un principio (già ampiamente difeso e mai messo in discussione), ma chiedersi se i danni di un’azione come questa possano essere superiori ai potenziali benefici della difesa “sterile” di un principio. Ai posteri l’ardua sentenza!

 

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Marcel Vulpis

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