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RB Leipzig: “favola” Leicester alla tedesca o nuovo progetto faraonico targato Red Bull?

Il RasenBallsport Leipzig e.V. (abbreviato con il nome di RB Leipzig; in italiano RB Lipsia) è una società di calcio tedesca con sede nella città di Lipsia (Sassonia).

Costituita nel 2009, su iniziativa della multinazionale austriaca Red Bull GmbH, con l’acquisizione della licenza sportiva del SSV Markranstädt (club dell’omonima cittadina limitrofa all’epoca militante nel campionato di quinta divisione), nella stagione in corso ha debuttato Bundesliga1, massima serie del campionato tedesco di calcio.

La sorpresa per la matricola (n.55 nella storia del football teutonico) dell’ex Europa dell’Est (l’ultimo club di questa area geografica della Germania è stato il Cottbus nella stagione 2009) è la posizione in classifica: secondi a 7 punti, con davanti solo il Bayern Monaco (9 punti). Nell’ultimo match, tra l’altro, ha superato per 4 reti a zero l’Amburgo SV fuori casa. Una super prestazione, che la pone, almeno in questo inizio campionato, come la rivale diretta dei bavaresi.

Nel 2009 Red Bull colosso austriaco degli energy-drink (popolare nella F.1 con un doppio team: Red Bull e Toro Rosso) è diventato il proprietario della società di calcio ed oggi titola anche l’impianto casalingo (uno stadio confortevole da 43 mila posti legato al piano di ristrutturazione impianti del Mondiale di Germania 2006). Il marchio dei tori contrapposti appare al centro della maglia di gioco.

Negli ultimi sette anni si stima che siano stati investiti, dalla casa di bevande legata al fondatore-magnate Dietrich Mateschitz, non meno di 100 milioni di euro. Oltre a ciò, nel 2015, sono stati spesi circa 40 milioni di euro per costruire un centro sportivo ultra moderno destinato alle giovanili. E i risultati si vedono già in questa stagione: un tetto fisso di 20 mila abbonamenti (in Italia la Juventus ha parlato di record storico per più di 29 mila tessere e nella Capitale l’AS Roma si è fermata a 18.100, per non parlare della SS Lazio sotto quota 5 mila), lasciando così spazio ai restanti potenziali tifosi (23 mila) di acquisire i tagliandi dei biglietti a seconda dei match in calendario. La dirigenza del Lipsia infatti ha preferito “coccolare” i suoi primi 20 mila abbonati con servizi dedicati, in occasione di molte partite di cartello, piuttosto che incassare denaro dando servizi generici all’intera fan base, come fa la stragrande maggioranza dei club italiani (soprattutto quelli non Top). 

 

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Marcel Vulpis

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