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Pallanuoto, l’Italia rompe il fronte dei Balcani. Setterosa in finale

(di Marcel Vulpis) – La pallanuoto italiana si sta comportando più che bene ai Giochi di Rio. Il Setterosa, dopo aver superato oggi pomeriggio la Russia (superata per 12 a 9) è già in finale ed aspetta i colleghi della nazionale maschile, attesi domani da un super-match con i rivali di sempre della Serbia. Per comprendere meglio questo fenomeno olimpico, Sporteconomy ha intervistato l’avvocato Renato Siniscalchi (nella foto)

L'avv. Renato Siniscalchi, vice-presidente della SS Lazio nuoto

L’avv. Renato Siniscalchi, vice-presidente della SS Lazio nuoto

, vice-presidente della Lazio Nuoto società storica nell’ambiente. Una “fotografia” non solo sportiva del mondo della pallanuoto, che vince nella vasca olimpica, ma stenta (se parliamo di campionato tricolore) a intercettare risorse in ambito domestico. Uno sport con una grande tradizione, che soffre proprio il suo carattere olimpico, visto che la visibilità tv è concentrata soprattutto in occasione dei Giochi, ovvero ogni 4 anni. Poi cala il buio. Serve una rivisitazione del settore ed una maggiore imprenditorialità, perché, fino ad oggi, ha dominato soprattutto il “mecenatismo”.

D: L’Italia è entrata ufficialmente nelle semifinali del torneo olimpico di pallanuoto (maschile/femminile), insieme a Serbia, Montenegro e Croazia, dopo aver superato nei quarti la temibile Grecia. Si può parlare di “balcanizzazione” di RIO2016?

R: Assolutamente. Se avesse vinto la Grecia sarebbe stato un torneo dei Balcani a cinque cerchi. Per fortuna gli azzurri hanno rotto questo blocco, confermando la tradizione della scuola della pallanuoto tricolore. Serbia, Montenegro e Croazia (con quest’ultima l’Italia ha perso 10 a 7 nel girone di qualificazione) sono il risultato della disgregazione geopolitica della ex Jugoslavia. Politicamente non esiste più nulla della Jugoslavia di Tito, ma la tradizione sportiva della pallanuoto è rimasta saldamente nel dna degli atleti di questi Paesi.
D: Come si sta comportando il Settebello a Rio2016?
R: Molto bene, perché confermiamo la bontà della nostra scuola, dopo la vittoria mondiale del 2011 (Shanghai/Cina) e l’argento con la Serbia ai Giochi di Londra2012. Se consideriamo che la nazionale si è qualificata all’ultimo torneo pre-olimpico, questo ingresso in semifinale ha un sapore ancora più dolce.

Il presidente della FIN, Paolo Barelli alla presentazione del campionato pallanuoto 2015/16

Il presidente della FIN, Paolo Barelli alla presentazione del campionato pallanuoto 2015/16

D: Pre qualificazione olimpica c’erano state voci di un possibile avvicendamento per il ct Campagna. Questo ingresso in semifinale porterà al rinnovo automatico del contratto in Federazione?
R: Voci messe in giro da chi non segue quotidianamente questo mondo. Sandro Campagna è un allenatore molto serio e scrupoloso. Moderno in termini di schemi e tattica, ma anche visionario nella scelta degli azzurri. Il ct azzurro nel 2011 aveva dei pilastri (come il portiere Stefano Tempesti, in forza alla Pro Recco). Su questi elementi ha costruito l’ossatura della squadra per Rio. E anche in ottica Tokyo2020 possiamo continuare a sognare in grande, perché sono diversi i giocatori giovani di questa nazionale.

Rio2016-logo-Olimpiade-Giochiestivi

D: Domani pomeriggio (alle 18.30) affrontiamo la Serbia? Che partita vedremo?
R: Sarà un match molto muscolare e giocato sulla prestanza atletica da parte dei serbi; più sul talento se guardiamo ai nostri. Sulla carta potrebbe esserci un loro strapotere fisico, ma i nostri avversari sanno che il Settebello azzurro è pericoloso, perché può vincere con chiunque, perché non ha mai timori reverenziali.
D: Alla fine incontriamo sempre la Serbia. Una sfida infinita.
R: Sì, prima nella finale 2011 (mondiale di specialità) a Shanghai, dove li abbiamo superati conquistando l’oro. Poi un anno dopo si sono presi la rivincita ai Giochi di Londra (l’Italia ha conquistato il secondo posto). Adesso questa semifinale, che ci apre potenzialmente l’ingresso in finale.

Una immagine di pallanuoto olimpica a Londra 2012 (foto tratta dal sito di Sks365.com)

Una immagine di pallanuoto olimpica a Londra 2012 (foto tratta dal sito di Sks365.com)

D: Qual è il contributo sportivo della piazza capitolina a questa nazionale?
R: Se guardiamo esclusivamente ai club attuali di appartenenza la risposta è zero. Però non dimentichiamoci che atleti come il difensore Niccolò Gitto o l’attaccante Christian Presciutti arrivano dalla vasca della Lazio Nuoto.
D: Su quali blocchi è costruito il Settebello di Rio?
R: Principalmente su Pro Recco e Brescia, non a caso anche i club più ricchi del panorama “domestico”.
D: Veniamo allo stato dell’arte del campionato italiano di pallanuoto. Qual è la fotografia di questo settore sportivo?
R: Non ci dobbiamo illudere, al di là di quello che sarà il risultato finale della nazionale azzurra. Il campionato di pallanuoto, pur potendo contare su 14 squadre, non versa in buonissime acque (economiche) e non è un gioco di parole. Oggi fare pallanuoto a livello nazionale non genera utili, anzi in molti casi si deve parlare di vere e proprie perdite. Sponsor asfittici, bassi ricavi, biglietteria ancora più deludente e la scarsa attenzione delle televisioni non aiutano i club a muoversi a livello competitivo. Chiaramente Pro Recco, AN Brescia e Sport Management Verona, che possono contare su presidenti-patron, vivono in un’altra dimensione, ma sono l’eccezione, non la regola. Forse oggi la pallanuoto è il settore sportivo italiano con il maggiore numero di “mecenati”. Ma la sfida è creare un sistema-pallanuoto che abbia una sua sostenibilità economica a prescindere.
D: E la Lazio Nuoto?
R: Abbiamo una grandissima storia sportiva (dal 1900 si è è sempre iscritta, con la sezione pallanuoto, al campionato italiano, nda) ma è chiaro che fare sport professionistico nella Capitale è una “impresa” nel vero senso del termine. L’impegno del presidente (Massimo Moroli) è costante, ma servirebbe un’iniezione di denaro fresco per potenziare l’intero settore. Non dimentichiamoci poi che la Lazio Nuoto sostiene tre diverse sezioni (nuoto, pallanuoto e tuffi) e quindi l’impegno economico in questa società è triplo anche rispetto ad altre realtà sportive concorrenti.

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