All newsAziende

Paddy Power da’ voce e spazio al portiere della nazionale italiana di hockey in line, Nicole Bonamino, che racconta il suo coming out

Ci sono stati momenti in cui hai avuto paura di parlare di questo aspetto di te?

Si. Credo che in realtà quasi in tutti i momenti della mia vita sportiva ho avuto paura di parlare di questa cosa. Sia con i miei allenatori e compagni di squadra, a parte con quei pochi con cui avevo più affiatamento, intendo i miei amici più stretti.Tuttavia ho fatto abbastanza fatica a parlarne con la squadra Ho sempre preferito più cha altro evitare di andare sull’argomento, per non far parlare di me e per non dare adito a gossip. E’ sempre stata una cosa che mi ha dato abbastanza fastidio. Vi faccio un esempio: ho avuto una storia con un ragazzo per 4 anni e quando capitava che ci litigavo, potevo sfogarmi in spogliatoio dicendo “ho litigato con il mio ragazzo e sono arrabbiata”, diverso è quando invece, litigavo con la mia ragazza perchè non mi sentivo libera di dirlo e questo mi produceva un senso di intimorimento.

In che modo hai cambiato gli schemi della tua vita?

Sicuramente da quando ho fatto coming out. Posso tuttavia affermare che la mia vita da quel momento è rimasta comunque la stessa, con la grande differenza che mi sento più sicura di me stessa. Questa cosa ha giovato anche in un certo qual modo alla mia reputazione, voglio dire. Mi sento di aver fatto la cosa giusta, con le mie compagne di squadra e con le persone che mi stanno intorno. Gli schemi della mia vita non sono cambiati, adesso ho però la consapevolezza di poter fare anche qualcosa non solo per me ma anche per gli altri.

Come hanno reagito la squadra e la dirigenza sportiva alla tua dichiarazione?

Bene! Io ho fatto coming out l’anno scorso perchè ho avuto la possibilità di farlo. Non mi sarei mai sognata di farlo se avessi avuto un allenatore, non dico apertamente omofobo, però comunque che non avessi conosciuto a fondo. Ho avuto la possibilità di farlo perchè con la mia allenatrice sono in buoni rapporti e so che lei mi giudica per i miei meriti sportivi e non per il mio orientaento sessuale. Abbiamo entrambe molto rispetto l’una dell’altra e per questo non è assolutamente cambiato niente. Con la mia squadra non è cambiato niente anzi le mie compagne, si sono sentite. 

in pericolo?

Ride. No, assolutamente! Aahahaah. Hanno finalmente sdognato questa cosa e hanno capito che con me potevano parlare di tutto. Le mie compagne hanno passato dei mesi a chiedersi certe cose, ma non hanno mai avuto il coraggio di rivolgermi apertamente delle domande per il rischio di mettermi in imbarazzo.

Quindi loro lo sapevano?

Alcune si, poi sai com’è. La gente parla, le voci girano. Diciamo che magari se prima era una cosa da tenere nascosta, adesso, se ne discute tranquillamente. Il mio coming out ha normalizzato lo stato delle cose. Se litigo con la mia ragazza, posso finalmente arrivare in spogliatoio e sfogarmi

Pensi che si possa ancora oggi nel 2015 essere discriminati-e perchè gay o lesbica oppure qualcosa sta cambiando?


Sicuramente oggi, secondo me, per quella che è la situazione italiana, in uno sport minore, in una squadra femminile. Sì, si può essere ancora discriminati. Le discriminazioni non sono soltanto insulti, anzi, spesso per disinformazione la gente discrimina senza essere nemmeno cosciente di quanto può fare male. Poi facendoglielo notare, molti dicono si scusano e si ravvedono, altri invece no. Si dovrebbe iniziare a cambiare delle piccole cose, come ad esempio il fatto di non prendere in giro un compagno chiamandolo “frocio”, oppure rivolgersi ad un altro dandogli della femminuccia. Queste cose non aiutano a migliorare la situazione e testimoniano anzi che l’omofobia esiste ancora ed è necessario dunque parlarne.


Che consiglio daresti ai giovani che non riescono ad aprirsi e vivere serenamente il proprio orientamento affettivo-sessuale?

Che consiglio darei? Il mio consiglio è quello di stare tranquilli e cercare di aprirsi con le personeTante volte quello che ti immagini possa succedere, non è così drammatico.La realtà è meglio di quello che si può immaginare. Considera che da quando ho fatto coming out non ho ricevuto un commento che sia stato discriminatorio nei miei confronti, nemmeno sulla pagina facebook, ecc. Anzi qualcuno mi chiede addirittura se c’era il bisogno di farlo.

E secondo te perchè c’era bisogno di farlo? Perchè sei una ragazza? Perchè pratichi uno sport minore?

Probabilmente anche per quello. Il problema delle lesbiche è diverso rispetto a quello dei gay: le lesbiche sono tendenzialmente ignorate più che discriminate anche se la parola lesbica ancora oggi “fa un pò strano”. Non è assolutamente una parolaccia anche se spesso viene “vissuta e concepita” in questo modo.

A 22 anni, Nicole Bonamino, è stata la prima sportiva italiana che ha fatto coming out. Nicole Bonamino, portiere della Nazionale Italiana di hockey in-line ha dichiarato, senza paura, di essere lesbica.
Chi meglio di lei, allora, può raccontarci e testimoniare come stanno le cose nel mondo sportivo e cosa bisogna fare per cambiare, non se stessi, ma le regole del gioco. Ecco la sua intervista in esclusiva per Paddy Power, che riprendiamo per il valore dei contenuti e per l’impatto “culturale” che può avere soprattutto tra i nostri giovani lettori (nella foto l’immagine adv di Radja Nainggolan, centrocampista belga dell’AS Roma, che ha prestato il suo volto per questa operazione). 

Previous post

Milan - Verona: le quote di Paddy Power

Next post

Esclusiva - Rabino (Scelta Civica) chiede di far luce in Parlamento sul caso Parma calcio

Marcel Vulpis

Marcel Vulpis

No Comment

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *