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Malagò smentisce candidatura a sindaco di Roma, ma Renzi e PD pronti a rilanciare

(di Gianni Bondini) – Dopo una giornata in cui ha incassato una pubblicità insperatatelefonate importanti di consenso alla sua candidatura a sindaco di
Roma, Giovanni Malagò (presidente in carica del CONI) ha smentito una sua presunta volontà di lasciare lo sport. “Ho  un impegno da assolvere al Coni” e, poi, con un altro affondo mediatico ha aggiunto: “Mi candido, ma per il prossimo quadriennio al Coni“. E a Roma chiede di sostenere la voglia di Olimpiade del 2024.

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi, dopo aver spinto alle dimissioni il sindaco di Roma, Ignazio Marino, ha riunito il suo staff , ha telefonato al commissario del PD romano, Matteo Orfini, e ha lanciato la candidatura al Campidoglio. Gli interlocutori del premier sono stati presi in contropiede.
Giovani Malagò è il nome che avrebbe fatto Renzi. Preceduto da un avvertimento: “Non si fanno primarie e la responsabilità è solo mia“.
Le ragioni di questa scelta a sorpresa, che lascia fuori la politica, è stata accennata agli intimi del premier: a cominciare dal sottosegretario Luca Lotti: Malagò comunica, in gergo televisivo: buca il video. Fa il presidente del Coni come una missione (e un po’ di civetteria), è ricco e non userebbe mai la carta di credito comunale per “interesse privato, quanto punta l’obiettivo non molla e al Foro Italico ha fatto un esperienza importante. E Roma deve pensare al Giubileo (immagine, organizzazione e servi), sognando le Olimpiadi del 2024.
Un scelta su misura per Giovanni Malagò. Ma il candidato sindaco, stimolato dagli amici fin dalla mattina presto, ha ufficialmente rispostoNo, grazie”.
Siccome il bombardamento telefonico e via mail continuava, Malagò, ha chiamato il suo ufficio stampa ed è planato come uno Stealth il comunicato presidenziale: “Sono impegnato al Coni, come da mandato elettorale e spero anche per il prossimo quadriennio“.
Ideologicamente c’è da credergli.
Malagò ha in mente, da sempre la coerenza. Da giovanotto beneducato da papà Vincenzo, non sgomita e non fa lo sgambetto. Ma se Renzi dovesse insistere, dopo il commissariamento del Campidoglio? Vorremmo proprio vederlo, Giovanni Malagò trincerarsi dietro la poltrona olimpica. Accettiamo scommesse.
Con la l’aggiunta conclusiva di un modesto consiglio. Al Campidoglio non spirano solo le “Idi di marzo”, ma le congiure sono all’ordine del giorno.
A differenza di Marino, che non ha brillato per il livello di consiglieri al suo fianco visto il considerevole numero di gaffe collezionate in questi 27 mesi, Malagò se sbarcasse al Palazzo Senatorio si farebbe assistere da un “pacchetto di mischia” molto robusto. E il seggio di Sindaco di Roma “pur vale qualche smentita”. Con tanti saluti a Marchini junior, 5Stellati e destrorsi ripuliti.

 

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