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L’Italia? Un paese guidato da idee vecchie e da visioni di scenario ancora più obsolete. Nel frattempo in Cina…

(di Marcel Vulpis) – Si parla tanto, da diverso tempo, di “experience” in tutte le salse (forse anche un po’ abusandone): dallo shopping, al turismo, fino all’amato e popolare calcio, da vivere a 360 gradi negli stadi (così amano raccontare alcuni “guru” del digital nostrano). Addetti ai lavori che ci presentano mirabolanti strategie di “digital transformation” in tutti i settori possibili e immaginabili.

Al massimo, nel migliore dei casi, abbiamo un “racconto” (tradotto in italiano) di cose che fanno gli altri (e quasi sempre all’estero). Nella realtà non siamo neppure bravi ad emulare (o a copiare direbbero i “maligni”). Perché, per emulare, c’è bisogno, comunque, di proattività e di investimenti, altrimenti si resta l’ultima ruota del carro.

E’ il caso, ad esempio, degli eSports, dove tutti si sentono mega esperti promettendo attività di advisoring strategico, ma di grano ce n’è ben poco, per non parlare delle gaming house (pochissime) e dello zero assoluto di impianti specifici per questa nuova tipologia di intrattenimnento sportivo. Impianti che dovrebbero essere cablati per rispondere alle nuove forme di fan engagement, ma nella realtà siamo un paese con un forte gap tecnologico.

Da noi, in Italia, chi può permettersi un poster adv “6X3”, sui muri delle città, si sente Armando Testa; poi ti giri, fai uno zapping nel mondo e scopri che la facciata del centro commerciale “Taikoo Li” (nella città cinese di Chengdu – sconosciuta ai più, ma dove vivono più di 16 milioni di abitanti) presenta un nuovo grande schermo curvo ad un angolo di 90 gradi (coperto interamente da pannelli Led Samsung Smart nella foto in primo piano). E’ un novità assoluta, lanciata per chiari fini pubblicitari. L’effetto della profondità, che dà l’illusione che l’astronave stia volando fuori dall’edificio, è raggiunto senza dispositivi speciali e occhiali. Può essere visto infatti solo da una certa angolazione, permettendo a tutti di essere attratti e intercettati da questa forma innovativa di comunicazione. 

Purtroppo questa nuova forma di pubblicità visiva, studiata per affascinare e sorprendere l’utente finale (ovvero il cliente), non la vedremo, prima di 5 anni (forse e se ci dice bene), nel nostro paese. E’ invece disponibile già in Cina, in un nuovo mondo, dove vivono i cosiddetti “nuovi ricchi” del pianeta. In un mega mercato (vicino alle atmosfere tipiche di “Matrix” o di “Blade Runner”), dove si stanno testando nuove forme di pubblicità ed experience (queste sì nella direzione di un futuro tangibile). Altro che lo “storytelling” strampalato di ciò che vediamo o viviamo in Italia. Talvolta un decoroso silenzio e un pizzico di umiltà, anche da parte di chi si presenta come (presunto) guru della digital transformation, non farebbe male.

Anzi sarebbe decisamente auspicabile, per evitare di rappresentare una realtà già vecchia. La fortuna delle aziende è che in Italia la capacità degli utenti di accedere ad informazioni di buon livello è ancora molto bassa. Si continua a lavorare su cose obsolete, in termini di prodotti/progetti, perchè è inutile investire in novità (costose), tanto, con poche idee, comunque, si intercetta il cliente tricolore, e gli si fa credere che sta vivendo una nuova “experience”….Nel frattempo, in Cina, il mondo va avanti, così come negli U.S.A. e questo secondo video ci fa riflettere su quanto siamo lontani dal prossimo futuro (un futuro che è già “presente” dall’altra parte del pianeta).

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Marcel Vulpis

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