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Il PSG scommette sul mercato degli eSports

Il Paris Saint-Germain (club di Ligue1) ha siglato un accordo rivoluzionario con l’azienda francese Webedia, per la creazione di una nuova sezione e-Sports sotto il brand PSG.

Diventando così il primo club francese ad investire in questo nuovo mercato, destinato ad esplodere nell’arco dei prossimi tre anni anche in Italia.

I dirigenti del club parigino puntano, attraverso questo nuovo filone ludico-digitale, a rafforzare e fidelizzare la fan-base e ad espanderla all’estero.

A conferma dell’interesse della società francese per questo nuovo comparto, c’è l’apertura di un profilo Twitter ad hoc (@PSGeSports), che, in poche settimane, ha già attratto più di 20 mila follower. Numeri similari anche sulla fan page di Facebook; a breve poi sarà operativo anche il portale www.psg-esports.com.

I dirigenti del club prevedono che, attraverso la comune passione per il “gioco online”, si svilupperà una community iper-fidelizzata (pubblico giovane e soprattutto disposto a spendere), che potrà divertirsi e restare in contatto attraverso una piattaforma di comunicazione sempre più crossmediale.

Più in generale, il mercato dei tornei professionistici di videogames è in forte espansione e, nell’anno in corso, raggiungerà quota 5,5 miliardi di dollari, con 8 milioni di giocatori “unici” in tutto il mondo.

Nel 2016, per la prima volta, il montepremi di un torneo (The International di Dota 2) ha sfondato quota 20 milioni di dollari. Il mercato nord-americano, con una quota del 38%, resta quello principale, anche se Cina e Corea del Sud, già valgono il 23% di questa “torta” (marginale per il momento quello italiano, anche se si prevede una esplosione, entro il prossimo triennio, sull’onda del boom internazionale).

Nel 2019, secondo un report di Newzoo, il settore sfonderà il tetto dei 15 miliardi di dollari, per una crescita annua media del 40,7%. La previsione in esame comprende diritti media, merchandising, biglietti venduti e pubblicità di tornei. Infine, oltre ad una serie di piattaforme online (tra queste Youtube e Facebook), si sono avvicinati a questo crescente fenomeno i grandi broadcaster statunitensi, come Espn e Fox.

 

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