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Economia: Corto circuito in GME e AU. Insorgono Federconsumatori, UNC e Scelta Civica

“Crea qualche preoccupazione la nomina nei CdA di quattro consiglieri espressione diretta, del GSE: due nel cda di GME e due nel CdA di Acquirente Unico. Ciò a conferma della volontà della capogruppo GSE di esercitare un controllo molto stringente nei confronti delle due società, controllo che rischia di intaccare l’autonomia, l’indipendenza, la terzietà di cui Gme ed Au hanno bisogno per ottemperare alle loro missioni”. A sostenerlo in una nota congiunta sono Federconsumatori e l’Unione Nazionale Consumatori dopo le nomine.

Il rischio che paventiamo, sottolineano le due associazioni dei consumatori, “è che un CdA composto da tre membri, di cui due in rappresentanza diretta del Gse, lasci al terzo, l’ad, ristretti margini di autonomia. Un abbraccio che rischia di apparire troppo vincolante e che potrebbe creare, specie per AU, conflittualità con il Gse. E ciò va da subito evitata”. L’AU, rilevano Federconsumatori e UNC, “ha visto negli anni ampliare la propria missione: la sua attività non si limita all’approvvigionamento di energia elettrica a famiglie e piccole imprese del ‘tutelato’, ma comprende servizi quali lo Sportello del consumatore, il Sistema Informativo Integrato, il Servizio di Conciliazione. Tutte attività indispensabili per il buon funzionamento del Mercato Energetico”.
In occasione delle nomine di Massimo Ricci e Andrea Peruzy ai vertici del Gestore dei mercati energetici (GME) e dell’Acquirente Unico (AU), Federconsumatori e Unione Nazionale Consumatori esprimono “preoccupazione” per “la nomina nei CdA di quattro consiglieri espressione diretta del Gse: due nel Cda di Gme e due nel Cda di AU”. Questo, si legge in una nota, “a conferma della volontà della capogruppo Gse di esercitare un controllo molto stringente nei confronti delle due società.

“Un controllo che va nella direzione opposta di quella autonomia tanto sbandierata, ma mai applicata nella realtà” dichiara Marcel Vulpis, membro della direzione romana di Scelta Civica e responsabile di un dipartimento tecnico del partito, guidato dal sottosegretario al MEF, Enrico Zanetti e dal vice-segretario nazionale Mariano Rabino (parlamentare e membro commissione Affari Esteri alla Camera). “Come Scelta Civica, partito e alleato di Governo, si è lavorato proprio nella direzione opposta, ovvero quella della discontinuità rispetto al passato, valutando ipotesi diverse rispetto a quelle confermate nei CdA. Queste due società (GME e AU) hanno bisogno di un ulteriore cambio di passo e per farlo c’era bisogno di nuovi manager diversi rispetto al presente.  Un passato che torna, invece, in modo importante, visto che tra gli addetti ai lavori si parla di input politici legati a partiti del passato, tra l’altro fuori dalle dinamiche di Governo. Un “corto circuito politico” che fa pensare, soprattutto, all’interno di Scelta Civica. Su questo tema il monitoraggio politico, nei prossimi mesi, sarà continuo, perché questa scelta, confermata dagli ultimi CdA di GME e AU, è un tuffo nel passato e come partito daremo, anche in questo caso, il nostro contributo, rispondendo alle corrette riflessioni di Federconsumatori e Unione Nazionale Consumatori. E’ questo il ruolo innovatore, sin dall’inizio, del movimento civico legato a Scelta Civica per l’Italia”

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