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Ecco come “scongelare” la crisi del Golfo, tra coalizione araba e Qatar. Le 10 richieste dei sauditi al governo di Doha.

Entro martedì non sarà più possibile entrare in Qatar per via aerea. Il blocco, o meglio l’isolamento, è ormai totale ed entro le prossime due settimane tutti i cittadini qatarioti, che, a vario titolo, vivevano o lavoravano in Arabia Saudita, Bahrain, Egitto ed Emirati Arabi Uniti, dovranno lasciare questi territori arabi, pena l’espulsione.

Tutto nasce dalle presunte accuse di terrorismo (a sostegno dell’ISIS e di Al Qaida) e di vicinanza a gruppi islamici fondamentalisti (come i Fratelli Musulmani o gli esponenti di Hamas molto attivi nella Striscia di Gaza) da troppi anni. Per questa ragione, i sauditi hanno deciso di guidare una coalizione, che, di fatto, ha interrotto i rapporti diplomatici con il Qatar, sede, tra poco meno di sei anni, del Mondiale di calcio del 2022.

Il governo di Riyad (Arabia Saudita) ha inviato a Doha un report molto dettagliato, contenente una serie di richieste (sintetizzabili in 10 punti) alla base di una possibile riapertura delle relazioni diplomatiche:

  1. Interruzione immediata delle relazioni diplomatiche con l’Iran.
  2. L’espulsione di tutti i membri del movimento di resistenza palestinese Hamas dal Qatar.
  3. Congelamento di tutti i conti bancari dei membri di Hamas e rinuncia a qualsiasi accordo con loro.
  4. L’espulsione di tutti i membri della “Fratellanza Musulmana” dal Qatar.
  5. L’espulsione di elementi anti-[P] GCC.
  6. Non sostenere più “organizzazioni terroristiche”.
  7. Fermare l’interferenza costante negli affari politici dell’Egitto.
  8. Interrompere la trasmissione del canale all-news di Al Jazeera.
  9. Scusarsi formalmente con tutti i governi del Golfo Persico per gli “abusi” di Al Jazeera prodotti in tutti questi anni.
  10. Per il futuro, il governo qatariota dovrà impegnarsi a  non portare avanti alcuna azione che possa andare contro le politiche del [P]GCC e aderire spontaneamente a questo accordo (senza chiedere deroghe o modifiche). (con la collaborazione della dr.ssa Cinzia Bianco – Analyst & PhD Researcher (Middle East and Mediterranean region)

Soprattutto il punto 8 ci sembra di difficile realizzazione, perché Al Jazeera è il “braccio armato” mediatico qatariota nel mondo e, di recente, nello sport sta crescendo anche molto il peso di Be-in sports, che si occupa di acquisire tv-rights nel mercato dello sport-business, a partire dalle gare ufficiali in Francia della Ligue1, dove il PSG è di proprietà di un fondo sovrano della dinastia Al-Thani. Nonostante l’atteggiamento positivo di molti analisti specializzati in tematiche mediorientali, non ci sembra che ci siano le condizioni (a meno che non vengano, in tempi brevi, limati/eliminati alcuni punti di questo papier), per tornare ad un clima di relazioni internazionali stabili tra il Qatar e la coalizione araba guidata dal governo di Riyad. Soprattutto se questa situazione dovesse proseguire nel tempo, il Qatar si troverebbe in forte difficoltà su molti progetti dove è impegnato (e non solo) il QSI (Qatar Sports Investments), a partire dal Mondiale di calcio del 2022, che prevede investimenti governativi per 157 miliardi di euro, una cifra “monstre” mai pagata per una rassegna iridata di football (la prima, tra l’altro, in territorio mediorientale nella storia della FIFA).

 

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Marcel Vulpis

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