Punto e a Capo

COPPA AMERICA 2007: QUALI SCENARI TELEVISIVI?

L’arrivo dell’America’s Cup in Europa, che permetterà la trasmissione televisiva delle regate durante il giorno ed il radicale cambio di formula operato da AC Management, apre scenari nuovi sulle opportunità mediatiche che la competizione potrà garantire agli sponsor dell’evento. Durante le ultime due edizioni infatti, le dirette televisive venivano trasmesse in piena notte e solo gli eccellenti risultati sportivi ottenuti da Luna Rossa nell’edizione 1999/2000 avevano permesso di ottenere risultati di audience gratificanti (media di circa 650.000 ascoltatori per regata). Causa le performance invece non brillanti ottenute dai team italiani nell’ultima edizione del 2002, la presenza televisiva rispetto al 1999/2000 aveva subito invece una diminuzione del 40% per numero di passaggi ed una gravissima debacle in termini di spettatori collegati, passati da un totale di oltre due miliardi del 1999/2000 a poco più di 600 milioni nel 2002, nonostante una pressoché identica quantità di ore di trasmissione rilevata nelle due edizioni (su emittenti italiane + Eurosport). La vera e propria rivoluzione operata da AC Management per quanto riguarda la formula dell’evento, prevede per questa edizione la disputa di 9 atti preliminari suddivisi in 4 anni. Ciò renderà l’America’s Cup più appetibile soprattutto per gli sponsor, che si garantiranno una visibilità continuativa sui media. Mentre nelle passate edizioni dopo la competizione i team e i relativi sponsor scomparivano dalla Tv per quasi tre anni: chi aveva deciso di abbinare il proprio marchio ad un team di Coppa America correva il grande rischio, dopo aver sostenuto investimenti per decine di milioni di Euro, di trovarsi fuori dalla scena dopo uno o due Round Robin, ovvero dopo uno o due mesi dall’inizio della competizione. Siamo sicuri che la fase preliminare porterà quindi indubbi benefici all’America’s Cup, quali sono invece le possibili problematiche relative alla fase finale? La durata delle fasi finali è stata ridotta ad un massimo di 3 mesi e mezzo (fonte www.americascup.com), e ciò potrebbe rendere la competizione più serrata ed avvincente riducendo i tempi morti, ma limitare allo stesso tempo la visibilità che l’evento potrà garantire agli sponsor nel periodo di maggior attenzione da parte del grande pubblico. L’interrogativo ancora più grande è legato alla possibilità che le regate, per la difficoltà di stabilire a priori l’esatta durata, possano trovare spazio nei palinsesti diurni delle emittenti che acquisteranno i diritti televisivi. Durante le ultime due edizioni infatti la trasmissione notturna ha evitato questo tipo di problemi lasciando facoltà alla Rai di trasmettere fino a 4 ore continuative di regata, ma durante il giorno ciò appare difficile da realizzare, in particolare se l’evento genera oltre a fasi spettacolari, anche lunghe fasi di attesa (come nell’ultima edizione). Sarebbe concreta a questo punto l’eventualità di veder interrompere la trasmissione della regata per esigenze di palinsesto, rischiando così di deludere i telespettatori e gli inserzionisti pubblicitari. L’alternativa potrebbe essere la trasmissione su un canale satellitare e/o digitale terrestre (che nel 2007 dovrebbe aver soppiantato le trasmissioni analogiche terrestri) espressamente dedicato, delle dirette/differite di ogni singolo evento, con un’audience quasi sicuramente più limitata ma più profilata, oltre ad un appuntamento giornaliero dedicato agli highlights della giornata, che sia programmato in orari in cui sia possibile il coinvolgimento di elevata audience trasversale. La copertura dell’evento, potrebbe quindi anche essere coogestita da due network differenti, che si dividano gli oneri per l’acquisto dei diritti e garantiscano agli appassionati italiani la copertura TV totale delle regate, coniugando le aspettative degli sponsor con le esigenze dei telespettatori.

*Amm. Del. Immagine & Sport (società di marketing research & monitoring tv)

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