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BEIN MEDIA GROUP APRE UN SITO PER RACCONTARE IN MODO DETTAGLIATO IL CASO DI PIRATERIA “BEOUTQ”

Un sito ricco di rivelazioni sul caso di pirateria audiovisiva messo in atto, secondo le prime ricostruzioni investigative, dalla piattaforma saudita BeOutQ, è stato aperto oggi da beIN MEDIA GROUP.

Il sito divulga pubblicamente il “furto” (come sostenuto dai vertici del broadcaster mediorientale) su scala industriale di contenuti di sport e intrattenimento mondiale condotto da beoutQ – il canale tv “pirata” basato in Arabia Saudita – e Arabsat – il provider satellitare del quartier generale di Riyadh – che sta avvenendo ormai da 18 mesi.

Il sito https://beoutq.tv porta allo scoperto una “montagna di prove” (secondo le tesi qatariote) contro beoutQ e verrà regolarmente aggiornato seguendo le azioni legali contro l’Arabia Saudita che stanno continuando ad accumularsi, in modo che l’operazione pirata sia resa oggetto di resoconto. Il sito web include materiali su dove è attualmente collocata beoutQ, chi ci sia dietro e – cosa più impressionante – stabilisce nel dettaglio tutti i diritti commerciali che sono stati rubati a organizzazioni di tutto il mondo dello sport e dell’intrattenimento da quando beoutQ è apparsa per la prima volta.

BeoutQ è stata lanciata in Arabia Saudita nell’agosto 2017, e dalla sua apertura ha trasmesso illegalmente contenuti premium di sport e intrattenimento per miliardi di dollari. L’operazione pirata, iniziata come un sito web geo-bloccato in Arabia Saudita, si è poi sviluppata in un’operazione di pirateria più sofisticata: inserendo i propri loghi e brand; vendendo sottoscrizioni; proponendo pubblicità differenti e perfino aggiungendo i propri commenti.

Attraverso 10 diversi canali criptati, BeoutQ trasmette illegalmente sport live ogni giorno, prendendo i contenuti da ciascuno dei proprietari di diritti dei principali sport nel mondo, inclusi FIFA, UEFA, la Premier League, LaLiga e altre leghe di calcio europee; oltre a NFL, NBA, tennis mondiale, Formula 1 e i Giochi Olimpici.

Ogni partita della AFC Asian Cup 2019, che, al momento, è ospitata dalla Asian Football Confederation (AFC) e comprende 24 squadre nazionali da tutta l’Asia, è stata trasmessa illegalmente su BeoutQ.

Come se non bastasse, si legge in una nota ufficiale di BeIn Sports, BeoutQ offre accesso a una preziosa raccolta di contenuti di intrattenimento tramite applicazioni IPTV embedded che i suoi set-top box trasmettono grazie a una televisione live pirata e film on demand da tutto il mondo, garantendo accesso illegale a oltre 10mila film internazionali e fino a 35mila serie tv in varie lingue. La cosa più preoccupante è che beoutQ è ora oggetto di pirateria da parte di altri soggetti irregolari, che hanno reso la piattaforma accessibile anche in luoghi come Londra, Ginevra e la Florida (USA).

La pressione sull’Arabia Saudita si è intensificata in agosto, quando tre delle compagnie più importanti di digital security, media solutions e technology – Cisco Systems, NAGRA e Overon – hanno confermato in modo indipendente e inequivocabile che beoutQ viene distribuita dal provider satellitare Arabsat basato a Riyadh.

Da allora, un numero significativo di casi legali è stato intentato direttamente contro l’Arabia Saudita per il sostegno che offre a beoutQ. A dicembre, la World Trade Organisation ha approvato a Ginevra una richiesta per l’organizzazione di un tavolo WTO per giudicare il caso beoutQ condotto contro il Regno dell’Arabia Saudita per violazione dei diritti di proprietà intellettuale. In ottobre, beIN ha intentato un arbitrato di investimento internazionale reclamando oltre 1 miliardo di dollari di danni contro il Regno in base al caso beoutQ. E recentemente FIFA, AFC e altri possessori di diritti sportivi hanno dichiarato che prenderanno provvedimenti legali contro l’Arabia Saudita molto presto.

Lo scorso anno, per la prima volta in oltre 10 anni, il Governo USA ha iscritto l’Arabia Saudita nella lista dei 301 sorvegliati speciali, puntualizzando la preoccupazione riguardo al deterioramento della protezione della proprietà intellettuale.

Yousef Al-Obaidly (nella foto sotto), Chief Executive Officer di beIN Media Group, ha commentato:Durante gli scorsi 18 mesi beoutQ ha vergognosamente derubato dei diritti commerciali di quasi ogni proprietario dei principali diritti sportivi e ogni compagnia cinematografica nel mondo, quotidianamente; e allo stesso tempo ha tentato di sabotare il nostro business televisivo. Abbiamo un messaggio molto semplice per conto di tutta l’industria dello sport e dello spettacolo: non interromperemo la nostra battaglia contro questa operazione di pirateria senza precedenti fino a che non verrà completamente cancellata”.

Tom Keaveny, Managing Director di beIN MENA, ha aggiunto:Ciò che era cominciato come una campagna concertata e mirata contro beIN si è ora completamente trasformata nel più grande furto commerciale che sia mai stato visto nel mondo dello sport e dello spettacolo, e colpisce tutti, dalla più grande organizzazione sportiva agli studios cinematografici di Hollywood, ai canali internazionali. La piaga della pirateria sostenuta dall’Arabia Saudita rappresenta una minaccia esistenziale al modello economico industriale, perché ogni giorno in più di vita di beoutQ è un giorno in più in cui la pirateria viene normalizzata nel mondo. Noi a beIN non permetteremo che questo accada e questo nuovo sito web di prove fa finalmente luce sulla impressionante entità del furto che beoutQ sta attuando. La pirateria non può pagare; il ruolo internazionale della legge deve applicarsi a tutti, non solo a pochi.” (fonte: beIn Media Group)

Al Obaidly, Ceo di BeIn Media Group (un network globale di canali sportivi)

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