All newsAltri eventiCalcioEmergenza CoronavirusPrurito calcisticoPunto e a CapoSerie A - Serie B

Alcuni club vogliono ripartire con gli allenamenti. Un solo commento: Vergognatevi! Siamo con l’AIC

Alcuni club dovrebbero seriamente “vergognarsi”. In un momento così difficile per la salute pubblica del Paese (l’Italia è il secondo Paese per numero di contagiati da Coronavirus) alcuni “geni” stanno ragionando di ripartire con gli allenamenti delle squadre. Come se il campionato fosse a pochi giorni dalla ripartenza. E invece è l’esatto contrario. Ma al di là di questa riflessione squisitamente “tecnica” quello che molti presidenti-geni non hanno ancora capito è che l’allenamento è una forma di “assembramento” molto pericolosa, quindi c’è il rischio che il tesserato-tipo possa ammalarsi o trasmettere il virus ad altri (sia all’interno del club, sia una volta tornato in famiglia). Ci sarebbe da vergognarsi, ma lo diciamo noi di Sporteconomy: “Vergognatevi! Siete degli Irresponsabili”.

Un’immagine del nuovo Coronavirus partito come focolaio da Wuhan nella provincia dell’Hubei in Cina

Noi siamo perfettamente allineati alla posizione di Damiano Tommasi  – presidente dell’Associazione Italiana Calciatori (AIC): L’Associazione Calciatori denuncia infatti «un comportamento scriteriato» di alcuni club professionistici, che continuano a convocare i giocatori per allenamenti in piccoli gruppi o per il controllo quotidiano della temperatura. «E’ un atto vergognosamente irresponsabile attacca con un duro comunicato il sindacato guidato da Damiano Tommasi -. Se la convocazione è volta ad ottenere il rifiuto dai calciatori per poter poi procedere con la decurtazione degli emolumenti, significa che stiamo raschiando il fondo del barile della dignità. Ci sono ancora società che vivono su Marte».

Previous post

F.1: DP WORLD NUOVO TITLE SPONSOR DELLA SCUDERIA RENAULT

Next post

Rischi per lo sport dilettantistico post emergenza Coronavirus

Redazione

Redazione

No Comment

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.