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A Riad (Arabia Saudita) l’organizzazione dell’Expo 2030. Vince la visione di un progetto totalmente proiettato nel futuro

Riad stravince con 119 voti (seconda Busan con 29 e terza a sorpresa Roma con 17) e porta a casa l’organizzazione di Expo 2030. Busan ha ottenuto 29 voti. Festa saudita a Issy-les-Moulineaux, dopo la vittoria sulle altre due host-city. Dopo l’annuncio si è scatenata una festa con canti e balli arabi all’interno del Palais des Congrès di Parigi dopo la decisione dei delegati del Bie (Bureau International des Expositions), che hanno votato in 165 (sui 182 aventi diritto al voto).

Riad era la favorita assoluta per la vittoria finale (nonostante una campagna mediatica pro Italia da parte dei “grandi giornali” tricolori), forte di un budget faraonico, di un progetto visionario (da inserire all’interno del maxi progetto pubblico denominato “Saudi Vision 2030”) e di una rete fittissima di relazioni internazionali. Nelle ultime ore ben 30 Paesi avrebbero poi deciso di sostenere Riad. Positivo anche il risultato di Busan (grande città portuale della Corea del Sud) che ha raccolto comunque 29 consensi, arrivando a superare Roma con appena 17 voti.

Analisi di una dèbacle annunciata – Una sconfitta, quella della Città Eterna, che dovrà portare ad un’attenta riflessione interna all’interno del Comitato, visto che il sindaco, Roberto Gualtieri (alla guida di una coalizione di centro-sinistra), era sicuro di poter superare al photo-finish proprio i sauditi. Una valutazione chiaramente errata, che, in modo malinconico, mette la parola fine ad una candidatura per certi versi inutile (soprattutto alla luce dei risultati raggiunti). L’appoggio di Israele, arrivato nelle ultime ore, secondo gli addetti ai lavori, seppure molto importante sotto il profilo dell’immagine, non avrebbe però favorito (vista l’attuale conflitto in Palestina, all’interno della striscia di Gaza), la convergenza di diversi voti provenienti dal mondo arabo.

Anche sotto il profilo dell’immagine l’abbinamento con l’intramontabile Colosseo (presentato mesi fa, in notturna, grazie ad un maestoso progetto condotto con una rete di droni) non avrebbe suscitato interesse nei delegati del Bie, da sempre molto attenti, invece, ai temi del futuro, della tecnologia e dell’innovazione (dove i sauditi erano nettamente avanti per idee e budget). Un errore di marketing spaventoso, perchè si tratta di una immagine (quella del Colosseo) ormai troppo abusata per rappresentare, nel mondo, la città di Roma (con l’occhio rivolto al Futuro).

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Redazione

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