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Vulpis a RaiNews24: Accordo Intralot-FIGC si muove sul piano della totale legalità

“Bisogna partire da una prima considerazione: l’accordo Intralot-FIGC si muove sul piano della totale legalità, perché il colosso greco del betting è un’azienda autorizzata ad operare sul territorio italiano da parte dello Stato. Di conseguenza ha diritto a scegliere attraverso quale modalità pubblicitaria operare per promuovere la propria immagine. Questa è la prima considerazione di diritto che dobbiamo fare. Oltre a ciò non si capisce come mai sia scoppiato un caso su una partnership che non prevede alcun logo apposto sulle tute (e tanto meno sulle maglie – visto che il regolamento FIFA/UEFA non lo consente), né abbinamento con immagini della squadra o di singoli calciatori. Intralot, tra l’altro, investirà solo su progetti destinati allo sviluppo e promozione del calcio tra i giovani (inclusi i calciatori disabili). Parliamo pertanto di una operazione di social responsability vera e propria. Ho letto molte sciocchezze su questo caso: per esempio Ermete Realacci (PD) ha scritto alla presidenza del consiglio dei ministri per stigmatizzare l’iniziativa della FIGC, ma poi chiede il rispetto dell’autonomia della politica rispetto allo sport. Una contraddizione in termini. C’è poi chi ha tuonato sul tema della ludopatia, che è un problema da contrastare in senso assoluto. Ma anche su questo bisogna essere chiari. I ludopatici presenti sul mercato solitamente scelgono operatori illegali, non quelli legali che pongono limiti al gioco sfrenato o gestito in modo anomalo. Se si chiudesse definitivamente il mondo del betting questi ludopatici finirebbero nelle mani della criminalità organizzata. Un’ultima annotazione sotto il profilo giuridico. La FIGC ha sicuramente coinvolto nell’analisi di quest’accordo l’ufficio legale. Se è andata avanti vuol dire che non c’erano motivi (anche giuridici) per non farlo. Sono sicuro che Michele Uva (DG) e Carlo Tavecchio (presidente) si sono mossi in questa direzione. Ci troviamo di fronte ad accuse senza senso mosse da una demagogia e da un populismo folli. Mi sembra di essere tornati nel III secolo A.C. quando nacque il manicheismo. Un manicheismo che guida adesso anche alcuni parlamentari – ha dichiarato Marcel Vulpis (direttore agenzia Sporteconomy) quest’oggi su RaiNews24.

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Redazione

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