Sporteconomy sull’Espresso: il tema e’ quello dei biglietti gratuiti allo stadio

E’ bastato che il Pescara, neo promosso in serie A, facesse sapere di non voler più concedere 150 biglietti omaggio a consiglieri, assessori e parlamentari locali per far scattare un contropiede degno dell’Italia campione di Enzo Bearzot. «Non rivendichiamo biglietti o abbonamenti gratis, ma il rispetto dello Statuto, che dà la possibilità a consiglieri, assessori, sindaco e difensore civico di entrare nelle strutture sportive per verificare che non ci siano problemi. Vogliamo esercitare il nostro diritto», hanno argomentano i consiglieri comunali Renato Ranieri e Fausto Di Nisio. E per verificare la sicurezza in campo il momento opportuno pare essere proprio quello della partita. 

«Una partita di campionato è uno spettacolo di alta qualità che va tutelato, non regalato a chi non ha bisogno di regali. Se vogliamo invitare qualcuno, agli ‘amici degli amici’ o ai ‘lei non sa chi sono io’, preferiamo studenti meritevoli che domani potrebbero diventare nostri tifosi o destinatari di iniziative specifiche di carattere sociale», dice il responsabile comunicazione della Fiorentina, secondo il quale bisogna «estirpare un fenomeno tipicamente italiano». Parliamo di oltre 100 biglietti ad evento richiesti da politici e autorità locali, più di un migliaio per le partite clou. E così i Viola di Diego Della Valle si sono dati un obiettivo: «Ridurre del 75 per cento in due anni la quota degli omaggi, naturalmente escludendo quelli riservati alle categorie che ne hanno diritto in conseguenza di leggi, normative o convenzioni, come per esempio, istituzioni, forze dell’ordine, enti, autorità federali». 

Rimangono così salve le 136 tessere, comprese le 10 di servizio, date ai rappresentanti del Comune di Firenze in base alla convenzione per la concessione d’uso e di gestione dello stadio Franchi. Perché se ogni club può decidere se regalare alcuni biglietti omaggio, resta l’obbligo di fornire alcune tessere gratuite ai proprietari dello stadio. A Palazzo Vecchio si è deciso che più della metà sia devoluta ad associazioni sportive e di volontariato, ma ogni amministrazione può stabilire quantitativi e destinatari a propria discrezione. «I club di calcio sono ostaggi delle municipalità» tuona Marcel Vulpis, direttore di SportEconomy, «il fatto che 19 club di A su 20 non abbiano la titolarità e la gestione autonoma della struttura è un’anomalia. Un’anomalia tutta italiana, perché all’estero gli stadi sono di proprietà dei club. Se fossero titolari potrebbero decidere autonomamente come gestire questi biglietti». 

Tranne la Juventus che è proprietaria dell’omonimo Stadium, tutti gli altri club, in attesa della legge bipartisan sugli impianti sportivi che a settembre va in terza lettura al Senato dopo un blocco di tre anni alla Camera, devono fare i conti con convenzioni e biglietti omaggio in contropartita.

Milan e Inter ad esempio consegnano per ogni match di Campionato e di Coppa al Comune, proprietario del Meazza, 320 ticket. «I biglietti non sono da considerarsi veri e propri omaggi ma rientrano nel canone di locazione dell’impianto sportivo, una convenzione che durerà fino al 2030» spiegano i due club all’ombra della Madunina. Poco meno della metà sono riservati a Palazzo Marino: quattro a partita al sindaco Giuliano Pisapia, due a ognuno dei 12 assessori, due al presidente del Consiglio comunale, due a ognuno dei 48 consiglieri comunali e poi due al direttore generale e ancora altri due al segretario generale. Quasi 160 biglietti che garantiscono l’accesso alla Tribuna Autorità o all’Anello Rosso. Quello che ai tifosi costa almeno 150 euro a partita. La restante parte dei 320 coupon, fino alla scorsa stagione, era assegnata discrezionalmente dal gabinetto del sindaco. Da quest’anno finirà nelle mani dei cittadini milanesi. Studenti, volontari e dipendenti comunali che li riceveranno tramite sorteggio. 

«Se il Comune assegnerà la maggioranza dei biglietti a semplici cittadini, bene. Se così non sarà, la svolta annunciata sarà solo una foglia di fico. Attendo fiducioso di conoscere i dettagli del piano» commenta Marco Cappato, consigliere comunale dei Radicali, che si batte per eliminare il privilegio del biglietto omaggio. «In un anno ho restituito 100 biglietti omaggio per San Siro, per un equivalente di 15 mila euro. Li regalo con una lotteria. Credo poi sia necessario rinegoziare l’attuale convenzione che assegna biglietti omaggio per un equivalente economico di oltre 10 milioni di euro per il solo Campionato e almeno altrettanti per le Coppe e gli eventi musicali, al fine di abolire questo assurdo sistema».


fonte: L’Espresso (di Silvia Cerami)

Il tema dei biglietti gratuiti allo stadio, soprattutto nell’area della Tribuna Autorità è stato il tema del servizio a firma di Silvia Cerami sul sito dell’Espresso. All’interno del report il virgolettato di Marcel Vulpis, direttore dell’agenzia stampa Sporteconomy.it. 

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Marcel Vulpis

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