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Calcio: Francia ai Mondiali (XXIII edizione) con una selezione da 1,52 miliardi di euro.

(con il contributo di Davide Pollastri) – Stando alle stime di Transfermarkt.it, sommando i valori di mercato dei 26 convocati dal ct transalpino Didier Deschamps si raggiunge una cifra pari al 2,20% dell’importo che, secondo un’analisi condotta da OpenEconomics per la Fifa, potrebbe essere (in termini di produzione lorda) l’impatto socio-economico globale della manifestazione americana.

Con il 2-0 del Messico sul Sudafrica si è aperta la 23ª edizione del campionato mondiale di calcio, la prima a 48 squadre. Secondo OpenEconomics, società di consulenza indipendente specializzata in soluzioni integrate per l’analisi dell’impatto socioeconomico e la gestione dei finanziamenti pubblici, la manifestazione potrebbe generare un impatto socio-economico pari a 80,1 miliardi di dollari di produzione lorda, equivalenti, al tasso di cambio attuale, a circa 69,20 miliardi di euro.

Tra le selezioni partecipanti figurano molte delle più forti, e di conseguenza “faraoniche”, del pianeta: la più ricca di tutte è, almeno stando alle stime del sito web tedesco, la Francia di Kylian Mbappé (valutato 180 milioni di euro), Michael Olise (150 mln), Désiré Doué (120 mln) e del “Pallone d’oro” Ousmane Dembélé (100 mln). In totale, considerando i valori dell’intera selezione, si arriva a superare 1,52 miliardi di euro.

Tra i galletti vice-campioni del mondo e la nazionale del Qatar, la meno “preziosa”, con un valore complessivo dei 26 convocati stimato in 19,93 milioni di euro, si riscontra una differenza superiore al miliardo di euro, prova provata della differenza tra le selezioni più quotate e tutte le altre.

Oltre alla nazionale transalpina, sono solo altre tre le squadre con un valore complessivo superiore al miliardo: Inghilterra (1,36 miliardi), Spagna (1,22 miliardi) e Portogallo (1,01 miliardi).

La prima delle nazionali sotto il miliardo è la Germania (valutata 947 milioni di euro), seguita dal Brasile (928,20 mln.), dall’Argentina (807,50 mln.) e dall’Olanda (754,20 mln.).

A completare la Top10 troviamo la Norvegia (589,90 milioni complessivi, trainati dai 200 milioni del valore di Erling Haaland, che, da solo vale il 33,9% della rosa) e il Belgio (547,50 mln.).

La Costa d’Avorio, valutata 522,10 milioni di euro, è la prima delle africane (11ima posizione), mentre gli Stati Uniti d’America, valutati 385,65 milioni, sono i primi del Nordamerica (17imo posto).

La prima asiatica è la selezione del Giappone, valutata 270,85 milioni (22ima posizione), mentre la prima oceanica è l’Australia (36ima posizione), valutata 77,45 milioni.

Tra le “cenerentole” del torneo si segnalano la 45ima posizione di Curaçao (25,78 mln) e la 47ima della Giordania (20,30 mln).

La sorpresa maggiore emerge però tra le nazionali “non qualificate”, dove la selezione più preziosa non è quella italiana (valutata 315,70 milioni di euro) ma quella danese (365 milioni). Quest’ultimo dato, seppur prettamente economico, contribuisce a rimarcare il momento particolarmente infelice del nostro calcio. Il “cantiere” tricolore ha sì dei buoni giovani da cui ripartire ma anche un evidente gap rispetto alle nazionali già provviste di campioni “a otto zeri”.

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Redazione

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