Sport&Affari – Calciomercato in fuorigioco, nonostante i paletti imposti dal Fair play finanziario

Ecco il confronto tra i principali campionati europei:

CAMPIONATO ACQUISTI CESSIONI SALDO
Premier League (Inghilterra) -762 mln 275 mln -487 milioni
Ligue 1 (Francia) -379 mln 229 mln -150 milioni
Bundesliga (Germania) -263 mln 204 mln -59 milioni
Liga (Spagna) -390 mln 493 mln +103 milioni
Serie A (Italia) -410 mln 413 mln +3 milioni

Nel suo complesso la Serie A ha chiuso in attivo per tre milioni circa: i nostri club hanno cioè incassato più soldi dalle cessioni di quelli che hanno reinvestito. Fanno invece impressione le cifre delle squadre della Premier. In totale, le inglesi hanno chiuso il mercato con addirittura 487 milioni di passivo. (fonte: Skylife e Transfmarkt.de)

Ben 18 club dei 20 della massima serie inglese hanno speso più di quanto incassato. Uniche eccezioni l’Everton (circa 10 milioni di attivo) e Tottenham, che, nonostante i 100 milioni collegati alla cessione di Gareth Bale (al Real Madrid di Florentino Perez) ha chiuso l’estate con soli 5 milioni in più rispetto a maggio. Il caso più eclatante è quello del Manchester City, con 116 milioni investiti e solo 12 ricavati dalle cessioni.

Tra Italia e Inghilterra “ballano” insomma quasi 500 milioni di differenza. Un abisso e un divario che rischia di vedersi anche in Europa, dove negli ultimi tre anni le italiane sono arrivate al massimo ai quarti di finale. Ecco allora il saldo estivo dei 10 club più “spendaccioni” che partecipano alla Champions. 

# CLUB SALDO # CLUB SALDO
1 Manchester City -104 milioni 6 Olimpique Marsiglia -41 milioni
2 Paris Saint-Germain -82 milioni 7 Manchester United -34 milioni
3 Chelsea -68 milioni 8 Benfica -21 milioni
4 Real Madrid -58 milioni 9 Bayern Monaco -21 milioni
5 Barcellona -42 milioni 10 Schalke 04 -19 milioni

Il fair play finanziario (le rigide regole imposte dall’Uefa di Michel Platini) non è per tutti, almeno a vedere quanto speso in quest’ultima finestra “estiva” del calciomercato dai club spagnoli o inglesi o francesi. Grazie anche a rapporti privilegiati con le banche (come nel caso di Florentino Perez), o agli investimenti di magnati dai nomi esotici (è quanto avvenuto con l’AS Monaco o il PSG in Francia, o con il Mancity in Inghilterra). In Italia, invece, prima di poter acquistare è obbligatorio vendere (oltre che badare ai conti di fine anno). 

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Marcel Vulpis

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