All newsAltri SportConiDiritti di immagineFederazioni ItalianeIstituzione e AttualitàOlimpiadiRio 2016Sport Business

Schwazer torna a marciare e vola a Rio2016

 

(di Gianni Bondini)Alex Schwazer perché ti sei dopato? Dopo tre anni e nove mesi di squalifica, la domanda brutale c’invade la testa. Proprio quando l’ex carabiniere altoatesino taglia il traguardo dei 50 chilometri marcia allo stadio “Nando Martellini” immerso nel verde romano delle Terme di Caracalla.

Tre ore e 39 minuti, un tempone che trascina la squadra azzurra all’oro mondiale, mettendo altri due marciatori tosti nei primo otto: Marco De Luca 4° con 3 ore 44’e 47”, Matteo Giupponi 8° con 3 ore 52’ e 27”. Schwazer e compagnia vanno ai Giochi Olimpici di Rio non certo per turismo.

Lo sa bene l’australiano Jared Tallent, oro a Londra 2012, proprio dopo che Schwazer veniva squalificato per tre anni e nove mesi. Tallent, che arriva secondo con tre minuti e mezzo di ritardo, non la prende sportivamente e sul podio non stringe la mano a Schwazer e davanti alla telecamera dice velenoso: “Ho la percezione che abbia vinto uno che ha barato”.

Il team italiano non ascolta, né la critica, né s’impressiona per quelle sparute magliette bianche con la scritta: “Non ho mai pensato di doparmi”. Ma a Roma interessa che lo spettacolo stacchi il biglietto per Rio. Per la serenità del presidente dell’atletica Alfio Giomi che ora può contare sulla squadra di marcia sui 20 e 50 chilometri.

Con Sandro Donati, tecnico e regista del film “Solo chi cade può risorgere” che dichiara: <Solo con l’aiuto del presidente Giovanni Malagò è potuto succedere. Abbiamo combattuto contro l’odio della gente che ci voleva far saltare i nervi>. Schwazer ammette: <Questa vittoria non so se mette fine alle polemiche, ma non importa. Io quello che posso fare è andare bene nelle mie gare. Poi tutti possono dire ciò che vogliono. Ringrazio tutti quelli che mi sono stati vicini>. E tra quest’ultimi c’è sicuramente la nuova fidanzata di Alex, Kathia, che si tiene lontana dai riflettori e poco distante da mamma Schwazer.

Chi sfida il mondo e stringe in pugno le redini della vicenda è lo stesso presidente del Coni Giovanni Malagò che nel conto di Rio ha già messo un paio la medaglia nella marcia: <Alex ha avuto la forza di crederci, quando non ci credeva quasi nessuno>. Malagò, col quale dal 19 febbraio di tre anni fa (quando è diventato presidente del Coni) è meglio non giocarci contro, ma lui continua a giocare a calcetto, tant’è che arriva sul percorso della marcia dopo una partita al Circolo Aniene e conclude: <Il merito di questo successo è di Alex che ha avuto la forza di crederci e di Sandro Donati ch’è stato corteggiato come neanche nei migliori film d’amore . Come l’unico che potesse assicurare che l’atleta che ha sbagliato ora non vuole più sbagliare. E’ andato tutto nel modo migliore>.

Ma perché Alex Schwazer s’è dopato per Londra 2012? Per ora s’è ripreso il passaporto olimpico e le critiche di chi non ci sta a farsi suprerare.
e stamattina ci ronza nella testa da tempo. Dai Donati day al Parco delle Valli. Con l’alto atesino magro e affamato di successo tenuto al laccio dal tecnico delle campagne contro le scorciatoie pericolose. Quando, circa un anno fa, sentivi parlare anche di circo mediatico.

E

Previous post

Tennis: due canali Sky dedicati per gli Internazionali BNL d'Italia

Next post

Carlo Calenda nuovo ministro al MISE

No Comment

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.