Scenari – Il calcio saudita si apre agli investitori stranieri. Il caso del gruppo statunitense Harbour.
Un’azienda americana ha ufficializzato, nelle ultime ore, l’acquisto di un importante club di calcio saudita. Un evento, per certi versi, senza precedenti nel Regno. Lo ha annunciato, giovedì scorso, il Ministero dello Sport del Paese, comunicando la “privatizzazione” di tre squadre della Saudi Pro League (SPL), l’equivalente della Serie A italiana.
Nello specifico il gruppo Harburg, guidato dall’imprenditore americano Ben Harburg, ha dichiarato di aver “completato ufficialmente l’acquisizione al 100% dell’Al Kholood Club, militante appunto nella Saudi Pro League, nell’ambito delle iniziative di privatizzazione collegate al programma Saudi Vision 2030.”
Nella scorsa stagione, l’Al Kholood si è classificato al nono posto su 18 squadre nella SPL.
Il gruppo Harburg possiede attualmente una quota del 6,5% del Cadice, club spagnolo di seconda divisione spagnola.

Il Ministero dello Sport ha sottolineato che “I primi tre club sportivi sauditi sono stati privatizzati attraverso un’offerta pubblica, con il trasferimento della proprietà a entità private d’investimento. Si tratta dell’Al Kholood, dell’Al Ansar e dell’Al Zulfi”
L’Arabia Saudita ha rivoluzionato il calcio investendo pesantemente in campioni provenienti dall’Europa, a partire dal trasferimento “monstre” di Cristiano Ronaldo alla fine del 2022 (e più di recente il campione transalpino Karim Benzema – nella foto sopra). Senza dimenticare che il regno saudita punta con decisione all’organizzazione della FIFA World Cup nel 2034.
Il progetto calcistico saudita, alimentato chiaramente dal business del petrolio, è stato paragonato, da alcuni media stranieri, alla Super League cinese, che attirava giocatori offrendo stipendi esorbitanti (fino a quando i proprietari delle squadre sono falliti con il rallentamento dell’economia nazionale). Ma, con l’Arabia Saudita, pronta a ospitare i Mondiali, e intenzionata a reinventarsi come polo turistico e commerciale prima che la domanda globale di petrolio cali definitivamente, si legge in un articolo del portale d’informazione arabo (con base a Dubai negli EAU), GulfNews, è probabile che la Saudi Pro League abbia ancora molto da offrire.
Lo sport è un elemento fondamentale dell’agenda di riforme Vision 2030, guidata dal principe ereditario Mohammed bin Salman, che mira a diversificare l’economia del principale esportatore mondiale di petrolio greggio.

