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RunHack non si ferma e la FIDAL si affida alla tecnologia

Un segnale positivo di attività, nonostante l’emergenza Coronavirus, arriva dalla Federatletica italiana. Grazie al supporto di Cisco (multinazionale specializzata in apparati di networking), la seconda edizione dell’hackathon a tema “running, sport, community e tecnologia” (in programma i prossimi 27-28 marzo) si svolgerà con modalità innovative. E’ dedicato ad amanti dello sport, studenti, neolaureati, innovatori, web developer, maker e appassionati di marketing/digital e tecnologie.

Alla luce del decreto del 4 marzo 2020, RunHack, l’hackathon organizzato da Fidal, assieme ad Infront (advisor strategico della federazione), Runcard e Tree, non solo non è stato annullato, ma si trasformerà in una grande opportunità di comunicazione digitale.

“Cerchiamo di non fermarci in un momento complicato utilizzando le nuove tecnologie e l’innovazione. Credo che ne verrà fuori un “sistema atletica” diverso. Nel senso che i centri di aggregazione probabilmente cambieranno, fra paura-terrorismo e Coronavirus, ma, allo stesso tempo, la voglia di stare assieme, superata questa emergenza, sarà ancora più forte.” ha spiegato Fabio Pagliara segretario generale FIDAL (nella foto in primo piano). “Così come la riscoperta dei valori veri. Per assurdo questa terribile prova ha dato il senso della importanza dello sport nell’odierna società. La globalizzazione ha fatto ancora più capire come nello sport tutto sia collegato, in termini di calendari, di rapporti di sponsorizzazione e diritti tv e del semplice diritto a praticare attività fisica”.

“Mi auguro che le misure prese non siano soltanto quelle, necessarie, di assistenzialismo, che pure in questo momento servono alle nostre società di base, ai nostri gestori degli impianti, alle 100mila società che fanno sport in Italia e alle nostre 3mila società di atletica” ha sottolineato il dirigente siciliano. “Serviranno misure vere, proiettate nel futuro e legate a una vera e propria rivoluzione culturale: a partire dal credito d’imposta per le aziende che investiranno sullo sport, agli sgravi contributivi per i dipendenti del settore, all’innalzamento della soglia per il “compenso sportivo” a 15mila euro, fino all’IVA al 18% per gli organizzatori di eventi e società sportive; nel contempo diventerà indispensabile una semplificazione burocratica per palestre e piscine, fra le più colpite da questo fermo inaspettato”.

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Redazione

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