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Roma 2024, Olimpiadi fra opportunità e bilanci in rosso

La politica romana si divide sui Giochi e i cittadini si chiedono come valutare un’eventuale assegnazione dell’evento a cinque cerchi.

(di Gianluca Bianchini)* – Mancano meno di 500 giorni all’assegnazione dei Giochi olimpici. In lizza quattro città: Budapest, Parigi, Los Angeles e Roma.

Precedentemente Boston, già l’anno scorso, si era tirata indietro: il sindaco della città statunitense infatti temeva gli alti costi per l’organizzazione dell’evento. Ma simili preoccupazioni accomunano un po’ tutto il “club degli scettici”, ovvero quelli che considerano i Giochi essere solo un salasso per il Paese ospitante. A loro, però, si contrappone il “partito” di chi vede nelle Olimpiadi un’opportunità di crescita.

E Londra 2012 (ultima edizione olimpica estiva) ne sarebbe una conferma. È doveroso, dunque, volgere uno sguardo a quanto accaduto nella capitale inglese, per poi capire se Roma, al di là delle divergenti opinioni politiche, se ha effettivamente le carte in regole.

L’impatto economico dell’Olimpiade su Londra

Le Olimpiadi di Londra sono passate alla storia per la loro organizzazione virtuosa. Un giudizio motivato da diversi aspetti: l’area dei Giochi ha ospitato impianti costruiti secondo criteri di sostenibilità; erano stati creati ben 70mila posti di lavoro; I costi poi sembravano poter rientrare grazie al cospicuo afflusso di turisti, e, soprattutto, di investimenti stranieri.

Infine, il governo si è impegnato, una volta terminata la kermesse olimpica, a non abbandonare l’area: un piano edilizio era stato studiato per riqualificarla e dare alloggio ai cittadini meno fortunati (11 mila appartamento di cui il 6% è stato inserito in un progetto di social housing). Ma le cose sono andate proprio cosi?

Secondo il governo inglese il costo complessivo delle Olimpiadi è stato di 8,77 miliardi di sterline. Un dato messo in dubbio da molti economisti che denunciano un computo impreciso. Nel calcolo, infatti, mancherebbe la voce sui trasporti pubblici che ammonta a 6,5 miliardi. Quindi il costo reale dell’evento sarebbe molto più alto delle stime ufficiali e si aggirerebbe intorno ai 15 miliardi.

Per quanto riguarda gli investimenti stranieri, il premier David Cameron li ha valutati intorno ai 10 miliardi. Ma la stampa (BBC, Guardian, Indipendent) sostiene che si tratta solo di prospettive di guadagno: in realtà manca una documentazione relativa a quelle entrate.

Anche sul versante occupazione i dati sono controversi. È vero che sono stati creati 70 mila posti di lavoro, ma al 2013 ne erano rimasti solo 6.500 di cui meno di 3.000 sarebbero poi durati più di un anno.

Infine, la questione edilizia che non sembra aver mantenuto le attese. Degli 11 mila nuovi appartamenti edificati nell’ex area olimpica, il governo ne voleva assegnare una parte (il 35%) agli abitanti del quartiere. In realtà però la percentuale sarebbe di gran lunga inferiore: al 2013 solo il 6% è stato destinato agli alloggi popolari con liste di attesa decennali. E la situazione non pare essere cambiata molto. Secondo gli esperti infatti ci vorranno almeno dai 10 ai 15 anni, perché la riconversione possa davvero essere percepita.

Dunque, è proprio la duplice lettura di questi dati a dividere politica e opinione pubblica italiana sulle Olimpiadi. Contro il fronte del Sì, la favorita al Campidoglio, Virginia Raggi (M5S), ha palesato le sue perplessità. Ma non è l’unica.

Le tesi del Sì e del No

A fine maggio la candidata pentastellata ha espresso il suo pensiero ai telespettatori di La7: “Penso sia criminale iniziare a parlare di Olimpiadi quando Roma muore affogata di traffico e buche. Pensiamo prima all’ordinario.” La Raggi non ha nascosto dunque i timori per la corruzione che negli ultimi anni, tramite il sistema degli appalti, ha sottratto risorse importanti alla città. Ma la sua posizione si scontra con l’Ordine degli Architetti, che vede proprio nei Giochi una grande occasione per la rinascita della capitale. E la stilettata del Dem Roberto Giachetti, rivale al ballottaggio per il Campidoglio, non si è fatta attendere: “Se hai paura perché ti candidi?”.

Il presidente del Coni Giovanni Malagò invece ha mostrato tutta la sua indignazione per le parole della Raggi: “Le sue affermazioni sono umilianti, offensive e incomprensibili.” Sulla stessa linea il Capo del Comitato per Roma 2024, Luca Cordero di Montezemolo: “Chi pensa che oggi Roma non debba accettare una sfida del genere dà per scontato che sia una città senza futuro.” Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia (arrivata terza nella corsa per il Campidoglio con un più che onorevole 20 per cento), ha avanzato una proposta alternativa, ovvero Olimpiadi a basso impatto economico grazie all’utilizzo di strutture preesistenti. Ma nel frattempo i Radicali Italiani hanno già incominciato la raccolta firme per indire un referendum sui Giochi e il 63% dei romani sarebbe favorevole alla consultazione.

Punti di forza e criticità del progetto Roma 2024

Secondo alcuni studi le Olimpiadi darebbero una grande spinta all’economica italiana. Questi i benefici attesi: 1) un incremento del PIL pari al 2,4%, 2) 177mila nuovi posti di lavoro; 3) un maggiore incasso fiscale per lo stato pari a 4,6 miliardi; 4) 2,4 miliardi di incassi grazie a merchandising e diritti tv. 5) un importante ritorno turistico. Almeno due i milioni di soggiorni registrati nelle precedenti Olimpiadi.

Se le cifre sono esatte l’Italia dovrebbe davvero augurarsi l’assegnazione dei Giochi. Ma proviamo a fare un confronto tra i punti di forza e di debolezza del progetto Roma 2024.

Tra i punti di forza ci sono gli impianti: ricordiamo i poli sportivi del Foro Italico, di Tor Vergata e della Fiera di Roma. Alcuni però allo stato attuale sono inservibili e dunque vanno ristrutturati: è il caso dello stadio Flaminio, dei Pratoni del Vivaro e di Villa Ada. Ma nel complesso la capienza delle strutture è buona e solo sei sono sotto la soglia richiesta dal Cio (Comitato Olimpico Internazionale).

Altri punti di forza vengono, oltre che dalla innegabile bellezza della città eterna, anche da un piano economico realistico: 5,3 miliardi di euro previsti per spese relative alle infrastrutture permanenti (2,1 miliardi) e temporanee (3,3 compresi costi di organizzazione e sicurezza). Spese che il Comitato conta di assorbire sia con entrate private e di biglietteria sia col merchandising e con gli sposor. Inoltre, anche il Cio metterà a disposizione dei fondi, si parla di 1,8 miliardi di dollari. Ma Il Comitato per prudenza al momento ne prevede solo uno.

Tra i punti di debolezza del progetto c’è la distanza tra il villaggio olimpico che sorgerà a Tor Vergata e lo stadio: in giorni normali arrivarci in mezz’ora è quasi impossibile, ma magari ad agosto con la Olympic lane può anche essere fattibile. Mancano poi le strutture per il villaggio e i media center e resta da sciogliere il il nodo delle infrastrutture cittadine, un aspetto fondamentale per la candidatura ai Giochi. Coni e Comitato affermano che l’incombenza spetta al Comune. Si attendono dunque i risultati del ballottaggio (domenica 19 giugno), che indicheranno il nome del nuovo inquilino del Campidoglio.

  • allievo del master in Giornalismo Televisivo EIDOS
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