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Pigozzi (Mediobanca): Una partnership quadriennale a favore del CIP nel segno del sociale

Nei giorni scorsi il Comitato Italiano Paralimpico (CIP), guidato dal presidente Luca Pancalli, ha annunciato e presentato il progetto di “Casa Italia Paralimpica” in vista dei Giochi di RIO2016. Un’iniziativa sostenuta da un pool di aziende “endorser”. Tra queste, per esempio, Mediobanca.

Luca Pancalli durante la presentazione del progetto Casa Italia Paralimpica a Rio2016

Luca Pancalli durante la presentazione del progetto Casa Italia Paralimpica a Rio2016

L’agenzia Sporteconomy ha intervistato Lorenza Pigozzi, Direttore Comunicazione gruppo Mediobanca per illustrare le ragioni di questo sodalizio in ambito sportivo e sociale.

D: 1) Quali sono le ragioni che vi hanno spinto come Mediobanca a legarvi al CIP per un intero quadriennio? 
R: Senza dubbio la condivisione dei valori che lo sport e il Comitato Italiano Paralimpico incarnano e promuovono. La consapevolezza dello sport come luogo di educazione, emancipazione e realizzazione dell’individuo, la competizione come ambito di affermazione del merito e del talento e, infine, il riconoscimento del ruolo sociale che un Gruppo come il nostro può esercitare anche al di là delle attività core: sono queste le ragioni che ci hanno spinti a sostenere il movimento paralimpico.
Quattro anni sono il tempo che intercorre tra una Paralimpiade, in questo caso Rio2016, e la successiva, Tokyo2020. Proprio perchè intendiamo la competizione come il luogo di affermazione del merito, e sappiamo quanta disciplina, forza e sacrificio servono per competere ad altissimo livello, una partnership più breve non sarebbe stata coerente.

D: 2) Quali sono le altre iniziative in ambito sociale che porta avanti durante ogni anno il gruppo Mediobanca?
R: Ogni anno contribuiamo a supportare attività di diverse istituzioni che riteniamo svolgano compiti sociali meritori e importanti. Molte di queste sono state suggerite direttamente dai dipendenti del gruppo utilizzando dei contest interni. Seguendo la natura e la storia del nostro Istituto non abbiamo mai comunicato le opere di Charity perché non coerente con la logica della beneficienza. I nostri fondatori ci hanno insegnato a far del bene prima di dirlo.
Per il CIP abbiamo deciso di rendere visibile la partnership per un motivo molto semplice: perchè crediamo nel valore paradigmatico, in termini di esempio e di motivazione, che il movimento paralimpico, inteso in ogni singolo atleta, rappresenta. Coltiviamo la speranza di poter contribuire a trasformare lo sport in voglia di vivere, in forza di andare oltre lo sport, dare visibilità a storie e persone straordinarie e a creare un circolo virtuoso di valori

D: 3) Come pensate di “attivare” questa operazione di endorsement per farla conoscere alle persone che lavorano nel mondo Mediobanca e più in generale all’esterno?
R: Per il Gruppo Mediobanca è una ‘prima’ volta importante, è per noi uno stimolo ulteriore a trovare nuovi luoghi e modi di comunicazione. Inannzitutto verso i dipendenti del Gruppo che, partecipando singolarmente a numerose iniziative a impatto sociale, hanno sempre dimostrato una sensibilità non comune. Stiamo già studiando alcune attività da mettere in atto prima delle Paralimpiadi di Rio che si svolgeranno a settembre.

Non posso darvi anticipazioni, però posso dire che l’obiettivo è quello di portare all’interno di tutto il Gruppo, in particolare con le nostre realta’ piu’ grandi e importanti come Compass e CheBanca!, lo spirito che anima gli atleti e gli sportivi paralimpici. Per farlo utilizzeremo diversi canali cercando di instaurare una comunicazione il più possibile dialogica e partecipata. Sicuramente sarà un progetto che avrà un suo peso anche nella nuova intranet  di Gruppo che sarà inaugurata entro l’estate, ma che vedrà anche dei momenti di incontro perchè le emozioni e i valori hanno bisogno di voce e di sguardo per vivere. Ci aspettiamo  che un contributo in termini creativi e spontanei alla diffusione e comunicazione dei valori dello sport pralipico arrivi direttamente dai colleghi, in coerenza con una comunicazione che oggi è sempre più orizzontale e meno verticale.
Relativamente all’esterno, vorremmo iniziare quest’avventura affiancando il Comitato Italiano Paralimpico, oggi concentrato sulle imminenti Paralimpiadi di Rio, in punta di piedi. Quello che posso anticiparvi è che la comunicazione verrà declinata in ambito social attraverso l’apErtura di un canale Twitter dedicato (@MB4Paralympic) cui seguirà una pagina Facebook. Ma altre iniziative seguiranno e saranno visibili su altri mezzi di comunicazione.

D: 4) Questa operazione di partenariato in ambito sociale/sportivo sarà prodromico a nuovi interventi di questo tipo sempre con lo stesso taglio di comunicazione? In quali altri ambiti sportivi vi piacerebbe investire?
R: La durata della partnership è quadriennale e, per riuscire negli obiettivi già descritti, richiederà un impegno importante. Siamo orgogliosi di essere in questa avventura e non pensiamo ad altro. Anche per noi saranno quattro anni di allenamento e preparazione. Lo sport va oltre lo sport.

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