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Palazzi (CEO UP): LA RIPRESA DEGLI EVENTI SPORTIVI, CULTURALI E SPETTACOLISTICI SARA’ ALL’INSEGNA DELLA BLOCKCHAIN

Se la Serie A di calcio non dovesse concludersi per l’emergenza Coronavirus, i club dovranno porsi il problema di come indennizzare gli abbonati che hanno pagato ma non hanno potuto seguire parte delle partite casalinghe. L’Autorità Antitrust propende per un rimborso monetario proporzionale alle gare non fruite ma la Lega Calcio, su spinta del Presidente della Lazio Claudio Lotito, vorrebbe riconoscere un rimborso in voucher che i tifosi potrebbero utilizzare per comprare nuovi biglietti, ottenere uno sconto sull’abbonamento per la prossima stagione o, ancora, per acquistare gadget nei negozi ufficiali dei club.

La medesima idea è quella adottata dal Governo nel Decreto Legge “Cura Italia” del 17 marzo, che prevede all’art. 88 l’emissione di voucher di un valore pari a quello dei biglietti di teatri, cinema, musei, e spettacoli in generale, che non si sono potuti utilizzare a causa dei provvedimenti legati all’epidemia.

Con la Blockchain i voucher possono diventare monete digitali con il grande vantaggio della valorizzazione e della scambiabilità per tutti i consumatori. Ne abbiamo parlato con Giovanni Palazzi (nella foto in primo piano), AD di Up S.r.l.,che sta realizzando “ChainOn” il marketplace in tecnologia Blockchain che fa incontrare domanda e offerta di sponsorizzazioni, diritti tv, licensing e merchandising nello sport, nell’intrattenimento e nella cultura.

 D: Cosa significa trasformare i voucher in moneta digitale?

R:  Per capirlo, il modo più semplice è pensare ai gettoni telefonici che molti ricorderanno. I gettoni, nati negli anni ’60, erano dischi di metallo color bronzo che venivano coniati e diffusi per fruire del servizio sui telefoni pubblici. Il gettone era la rappresentazione del valore del servizio. Nella prima metà degli anni ’80 valeva 100 Lire (0,05 €), nella seconda parte di quella decade 200 Lire (0,1 €). Gli italiani compravano gettoni per fare telefonate, ma i gettoni erano diventati, per una convenzione accettata, una moneta generalmente spendibile: la rappresentazione di un asset di valore. Se il gettone fosse stato un codice digitale avremmo assistito al primo processo di creazione di una moneta virtuale, processo che oggi chiamiamo tokenizzazione (da tokenletteralmente “gettone” e quindi moneta digitale). Finora questo processo è stato sperimentato con successo in ambitoludico, ad esempio in app o nel gioco on-line.

D: Se quindi i “Lotito-voucher” fossero emessi con blockchain cosa succederebbe?

R:   Che ogni consumatore con il diritto ad un rimborsoper una o più partite non fruite riceverebbe dei token(l’equivalente dei voucher cartacei), cioè dei codici digitali che potrebbe spendere sia on-line che off-line per comprare altri biglietti di ingresso alle gare oppure merchandising o, ancora, altri servizi costruiti appositamente dal club come, ad esempio, una visita nel back-stage del centro sportivo di Formello. Non solo. Se la Lazio lo volesse, i tokens arebbero vendibili (e acquistabili) in cambio di Bitcoin e scambiabili con altri token per vedere spettacoli o, ancora, per acquistare altri beni fruibili attraverso accordi, ad esempio, con i partner del club.

D: Quali sarebbero i vantaggi per i tifosi?

R:  I vantaggi sarebbero numerosi perché i token sono un asset liquido, spendibile, che potrebbe essere sempre utilizzato, senza alcun rischio di deprezzamento, come il classico voucher, ma anche scambiato o venduto sulla base di un valore maggiore di quello originario, ad esempio perché il Club durante l’estate ha realizzato una campagna acquisti importante. Il tutto senza dimenticare che la Blockchain garantisce un processo intrinsecamente sicuro e trasparente.

D: E per i club?

R: I club avrebbero l’opportunità di lanciare un mezzoliquido, spendibile, non sottoposto a vincoli di emissionecome i titoli quotati in Borsa, con un potenziale di crescita enorme. Basta pensare che il mercato mondiale della Blockchainvaleva nel 2018 1,2 miliardi di dollari e raggiungerà la dimensione di 23,3 miliardi entro il 2023, con un tasso di crescita composto (CAGR) dell’80,2% nel periodo 2018-23.

D: Lo stesso vale per i teatri o i musei e i cittadini che non hanno fruito dei biglietti o degli abbonamenti d’ingresso?

R: Certamente. Anzi penso che se questa opportunità fosse colta da una così grande platea il mercato dei tokenriceverebbe un enorme impulso generando valore sia per i cittadini che per gli imprenditori dello spettacolo peraltro lanciando l’Italia come paese all’avanguardia nel cosiddetto “Internet del valore”.

D: Ci sono altre aree in cui la Blockchain potrà trasformare i mercati dello sport, della cultura e dello spettacolo?

R:  Le sponsorizzazioni, i diritti tv, il licensing e il merchandising grazie ai virtual contract miglioreranno enormemente, aumentando le opportunità sia per i venditori che per gli investitori, permettendo, ad esempio, la vendita di un magazzino di diritti invenduti che, solo per la pubblicità a bordo campo della Serie A di calcio, stimiamo valga oltre 50 milioni di euro. È la missione principale di Up, la “Pmi Innovativa” di cui sono amministratore delegato che, forte della sua competenza consulenziale e tecnologica sicandida, più generalmente, ad assistere, soprattutto in questo momento, il passaggio verso la Blockchain dei mercati dello sport, della cultura e dello spettacolo.

 

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