Olimpiadi

Olimpiadi – L’Italia presente a Pechino a supporto del Bocog

Sono circa 40 le aziende italiane di scena alle Olimpiadi di Pechino, che contribuiranno in quota parte alla buona riuscita dell’evento, costato agli organizzatori più di 28,5 miliardi di euro.

Si tratta di commesse che, mediamente, non superano il valore dei 10 milioni di euro. Costituiscono però un fattore strategico per fare affari nel più vasto mercato di largo consumo al mondo, oltre che un’opportunità per crescere in notorietà su scala internazionale. La fornitura di tecnologia diventa una vera e propria leva di marketing per affermare l’eccellenza del prodotto italiano.

Le “regine” di questo plotone tricolore sono Technogym e Mondo. La prima ha allestito una ventina di palestre a Pechino. Alcune legate alle diverse discipline sportive, come per esempio per il badmington, il judo, il tennis, l’atletica e il nuoto. Due all’interno del villaggio olimpico (dove sono presenti 11.446 atleti), di cui una destinata al cardio, oltre a quattro palestre per i media (15 mila tra giornalisti e fotografi).

Technogym è l’unico fornitore esclusivo “non” cinese alle Olimpiadi, dopo le esperienze di Sydney (2000), Atene (2004), e Torino (2006). La missione della realtà di Cesena è convincere i cinesi a sposare la filosofia del wellness. Al momento solo lo 0.6% della popolazione della Repubblica popolare asiatica, infatti, acquista un abbonamento in palestra contro il 10% dell’Italia o il 3% di Hong Kong, per rimanere nella stessa area geografica e culturale.

La Mondo di Gallo d’Alba, invece, ha firmato la pista d’atletica del National stadium, l’ormai noto “Nido d’uccello”. Oltre a questa struttura ha realizzato il parquet del basket e il campo della pallamano olimpica. Inoltre, ha fornito i canestri e il tabellone segnapunti del torneo di pallacanestro. La  realtà italiana, nella sua storia, ha costruito 870 piste rivoluzionando il settore nel ‘69 con il brevetto di un sistema di vulcanizzazione della gomma. È partner dei Giochi da Montreal ’76. Quest’anno taglia il traguardo della nona presenza consecutiva. La Mondo, che già lavora in Giappone, Corea e Thailandia, prevede di generare affari, grazie all’indotto dei Giochi, per circa 20 mln di euro. Strettamente collegata alla realtà piemontese è la Mapei, che ha messo in posa la pista di atletica del National stadium. In totale sono stati utilizzati 130 mila mq di prodotti adesivi all’interno di dieci impianti olimpici. Tra questi lo stadio di tiro a segno, l’impianto coperto di basket di Wukesong e lo stadio di Shanghai.

Tecnologia italiana anche per il Water cube, struttura avveniristica costata 110 mln di euro, che ospita tutte le gare di nuoto. Una delle piscine è stata costruita dalla Castiglione, leader di mercato nel nostro Paese.

Forte anche la presenza di Pirelli, già attiva nella terra del Dragone dall’ottobre 2005, quando ha aperto una fabbrica di pneumatici per autocarri a Yanzhou. Lo scorso novembre ha inaugurato una seconda unità produttiva, nella provincia dello Shandong, dedicata alle gomme per automobili. Per Pechino 2008 ha sviluppato il progetto “Olimpiadi verdi” avviando la sperimentazione sugli autobus di trasporto della metropoli cinese di una serie di filtri antiparticolato, in grado di ridurre del 95% le emissioni di polveri dei motori diesel.

La veneziana Thetis ha sviluppato il programma del sistema che guida via gps i 2 mila autobus di Pechino assegnati alle linee speciali olimpiche. I Guzzini, famosa in tutto il mondo per l’illuminazione sarà presente con una serie di realizzazioni. L’illuminazione della pedestrian street (viale pedonale), che attraversa quello che può essere considerato il polmone verde all’interno del parco olimpico è stata realizzata con mille lampioni dei designer Massimiliano e Doriana Fuksas. Merloni si è aggiudicato l’appalto per l’impianto solare del villaggio olimpico. La vicentina Margraf, con sede a Chiampo, ha fornito i rivestimenti in marmo (circa 15 mila tonnellate) del nuovo terminal dell’aeroporto di Pechino. La Ggp di Castelfranco Veneto ha consegnato al Bocog (Comitato organizzatore dei Giochi di Pechino) 50 trattori per la manutenzione degli spazi verdi del villaggio. La Irsap (Arquà Polesine) si è occupata della posa di 5 mila elementi irradianti e di 300 radiatori del velodromo dei Giochi. La Eighteen sound di Cavriago, realtà del gruppo Aeb technologies, ha fornito i componenti per i mille altoparlanti del National stadium. La Prysmian, infine, già attiva in Cina per la fornitura di due nuove centrali nucleari, ha vinto una commessa per il cablaggio del villaggio olimpico. Fornirà anche i cavi per la nuova rete di alta tensione della metropoli di Shanghai. Più in generale l’Italia è il decimo Paese meta di esportazioni cinesi (elettronica, mobili, accessori, giocattoli) e il 21° per l’import, con l’1.21% del totale, specie con macchinari, tessuti, chimica e calzature. In Cina le partecipazioni tricolori sono quasi 500, con 32 mila impiegati e un fatturato di 3 miliardi di euro.

fonte: ItaliaOggi 

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Olimpiadi – L’Italia presente a Pechino a supporto del Bocog

Sono circa 40 le aziende italiane di scena alle Olimpiadi di Pechino, che contribuiranno in quota parte alla buona riuscita dell’evento, costato agli organizzatori più di 28,5 miliardi di euro.

Si tratta di commesse che, mediamente, non superano il valore dei 10 milioni di euro. Costituiscono però un fattore strategico per fare affari nel più vasto mercato di largo consumo al mondo, oltre che un’opportunità per crescere in notorietà su scala internazionale. La fornitura di tecnologia diventa una vera e propria leva di marketing per affermare l’eccellenza del prodotto italiano.

Le “regine” di questo plotone tricolore sono Technogym e Mondo. La prima ha allestito una ventina di palestre a Pechino. Alcune legate alle diverse discipline sportive, come per esempio per il badmington, il judo, il tennis, l’atletica e il nuoto. Due all’interno del villaggio olimpico (dove sono presenti 11.446 atleti), di cui una destinata al cardio, oltre a quattro palestre per i media (15 mila tra giornalisti e fotografi).

Technogym è l’unico fornitore esclusivo “non” cinese alle Olimpiadi, dopo le esperienze di Sydney (2000), Atene (2004), e Torino (2006). La missione della realtà di Cesena è convincere i cinesi a sposare la filosofia del wellness. Al momento solo lo 0.6% della popolazione della Repubblica popolare asiatica, infatti, acquista un abbonamento in palestra contro il 10% dell’Italia o il 3% di Hong Kong, per rimanere nella stessa area geografica e culturale.

La Mondo di Gallo d’Alba, invece, ha firmato la pista d’atletica del National stadium, l’ormai noto “Nido d’uccello”. Oltre a questa struttura ha realizzato il parquet del basket e il campo della pallamano olimpica. Inoltre, ha fornito i canestri e il tabellone segnapunti del torneo di pallacanestro. La  realtà italiana, nella sua storia, ha costruito 870 piste rivoluzionando il settore nel ‘69 con il brevetto di un sistema di vulcanizzazione della gomma. È partner dei Giochi da Montreal ’76. Quest’anno taglia il traguardo della nona presenza consecutiva. La Mondo, che già lavora in Giappone, Corea e Thailandia, prevede di generare affari, grazie all’indotto dei Giochi, per circa 20 mln di euro. Strettamente collegata alla realtà piemontese è la Mapei, che ha messo in posa la pista di atletica del National stadium. In totale sono stati utilizzati 130 mila mq di prodotti adesivi all’interno di dieci impianti olimpici. Tra questi lo stadio di tiro a segno, l’impianto coperto di basket di Wukesong e lo stadio di Shanghai.

Tecnologia italiana anche per il Water cube, struttura avveniristica costata 110 mln di euro, che ospita tutte le gare di nuoto. Una delle piscine è stata costruita dalla Castiglione, leader di mercato nel nostro Paese.

Forte anche la presenza di Pirelli, già attiva nella terra del Dragone dall’ottobre 2005, quando ha aperto una fabbrica di pneumatici per autocarri a Yanzhou. Lo scorso novembre ha inaugurato una seconda unità produttiva, nella provincia dello Shandong, dedicata alle gomme per automobili. Per Pechino 2008 ha sviluppato il progetto “Olimpiadi verdi” avviando la sperimentazione sugli autobus di trasporto della metropoli cinese di una serie di filtri antiparticolato, in grado di ridurre del 95% le emissioni di polveri dei motori diesel.

La veneziana Thetis ha sviluppato il programma del sistema che guida via gps i 2 mila autobus di Pechino assegnati alle linee speciali olimpiche. I Guzzini, famosa in tutto il mondo per l’illuminazione sarà presente con una serie di realizzazioni. L’illuminazione della pedestrian street (viale pedonale), che attraversa quello che può essere considerato il polmone verde all’interno del parco olimpico è stata realizzata con mille lampioni dei designer Massimiliano e Doriana Fuksas. Merloni si è aggiudicato l’appalto per l’impianto solare del villaggio olimpico. La vicentina Margraf, con sede a Chiampo, ha fornito i rivestimenti in marmo (circa 15 mila tonnellate) del nuovo terminal dell’aeroporto di Pechino. La Ggp di Castelfranco Veneto ha consegnato al Bocog (Comitato organizzatore dei Giochi di Pechino) 50 trattori per la manutenzione degli spazi verdi del villaggio. La Irsap (Arquà Polesine) si è occupata della posa di 5 mila elementi irradianti e di 300 radiatori del velodromo dei Giochi. La Eighteen sound di Cavriago, realtà del gruppo Aeb technologies, ha fornito i componenti per i mille altoparlanti del National stadium. La Prysmian, infine, già attiva in Cina per la fornitura di due nuove centrali nucleari, ha vinto una commessa per il cablaggio del villaggio olimpico. Fornirà anche i cavi per la nuova rete di alta tensione della metropoli di Shanghai. Più in generale l’Italia è il decimo Paese meta di esportazioni cinesi (elettronica, mobili, accessori, giocattoli) e il 21° per l’import, con l’1.21% del totale, specie con macchinari, tessuti, chimica e calzature. In Cina le partecipazioni tricolori sono quasi 500, con 32 mila impiegati e un fatturato di 3 miliardi di euro.

fonte: ItaliaOggi 

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