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Nomine GME: come in una puntata di Trono di Spade

(Editoriale – di Massimo Lucchese) – Nomine GME. Dopo la fumata nera di mercoledi 24 nel CdA GSE per la sostituzione di Massimo Ricci ceo dimissionario di GME, si complicano le trattative per l’individuazione del nuovo amministratore delegato.

Sembra infatti tramontata l’ipotesi “tecnica” di Maurizio Di Marcotullio, commercialista di profilo internazionale ed esperto di fiscalità delle energie rinnovabili, per la forte opposizione, emersa negli ambienti dell’energia, proprio dell’ad di GSE Francesco Sperandini, che non gradirebbe (sottolineano gli stessi addetti ai lavori) la sua nomina e la presenza in squadra di un tecnico esterno al suo “diretto” controllo.

Vedremo, nelle prossime ore, cosa deciderà la politica (Palazzo Chigi) e se verrà confermata con i fatti (ovvero con la nomina di un dirigente del gruppo) l’ipotesi del “braccio di ferro” portata avanti eventualmente dal numero uno del GSE.

Quello cui si è assistito, in queste ore, sul toto-nomine del GME è per molti versi simile, permetteteci un pizzico di ironia/satira, ad una puntata-tipo di “Trono di Spade“.

Bisognerà capire se, prossima settimana, uscirà vincente e nuovo uomo forte dell’energia proprio Sperandini (nonostante, si narra ai piani alti del Nazareno, non sia mai stato un “renziano della prima ora”) o se gli uomini di Palazzo Chigi (in primis Luca Lotti e De Vincenti).

Sarebbe incredibile infatti se la partita delle nomine legata all’energia italiana fosse decisa in casa e non attraverso l’individuazione del migliore manager disponibile sul mercato.

Su questa tematica (attenzionata nelle ultime ore dal Movimento 5 Stelle) era stato tirato in ballo anche il vice-ministro Enrico Zanetti (segretario politico di Scelta Civica) in un take d’agenzia Adnkronos, che, stranamente, era molto simile, almeno in un passaggio, ad un altro lancio di agenzia dell’Ansa Economia (uscito poche ore prima della nomina di Ricci) di ottobre 2015. Una coincidenza? Non crediamo. Ma uno stratagemma messo in campo da una “Manina Fatata” (ignota ai più) per mettere in cattiva luce il candidato migliore, giocando anche su un fantomatico conflitto di interesse nel settore informatico. Conflitto d’interessi, quest’ultimo, mai esistito, né ad ottobre né oggi, e verificato di prima mano dalla nostra agenzia.

La nomina, pertanto, arriverà nei prossimi giorni. Come agenzia giornalistica indipendente, che si occupa anche di politica ed economia auspichiamo che Lotti e De Vincenti portino avanti quantomeno la figura di un manager esterno, come segnale di discontinuità con il passato, visto che è già sul tavolo del toto-nomine, non lo devono neppure cercare.

L’energia italiana è un affaire pubblico e sotto il controllo del Governo. O almeno così dovrebbe essere, da che mondo è mondo. Risulta poi strano che lo stesso on. Zanetti (uomo di Governo) vedrebbe più che positivamente la figura di Di Marcotullio. Perché, allora, c’è un fronte interno al GSE che va contro il n.2 del MEF, gerarchicamente superiore a qualsiasi top manager di questa azienda dell’energia? 

Uno sgarbo politico che potrebbe generare ripercussioni, si sottolinea in ambienti giornalistici, anche in seno al Governo, visto che Scelta Civica è “alleata” fedele di Renzi, tant’è che il 19 marzo a Roma lo stesso Zanetti presenta insieme al deputato PD Portas la lista “Moderati per Renzi”. Sta per scatenarsi la “Tempesta Perfetta”? Una partita, quella delle nomine del GME, giocata non male, ma malissimo. 

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Massimo Lucchese

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