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Messi punta al rinnovo se il Barça spenderà 35 milioni, ma le accuse di frode fiscale lo allontanano dalla Spagna

Una carriera a suon di record quella di Lionel Messi, che è anche una delle icone più ricche, piazzandosi all’ottavo posto della classifica di Forbes, grazie a ricavi totali da circa 100 milioni di euro netti annui, divisi tra ingaggio, che può toccare i 35 milioni di euro, e sponsor, da 65 milioni di euro.

I circa 100 milioni di euro a stagione diventano 8 milioni di euro al mese, circa 2 milioni di euro a settimana e quasi 300 mila euro al giorno. Da solo, Messi ha guadagnato nel 2016 più di quanto hanno ricavato i club più importanti del Brasile.

Numeri davvero da capogiro, merito dell’ingaggio da 20 milioni di euro netti a stagione percepito dal Barcellona, che deve corrispondere altri 15 milioni di euro di bonus in caso di raggiungimento di obiettivi personali e di squadra, e, soprattutto, dei tantissimi sponsor.

Infatti, solo Dolce&Gabbana corrisponde ben 28 milioni di euro a stagione a Messi, che ha anche accordi con Huawei da 6 milioni di euro annui, sostituito naturale della precedente sponsorship con Samsung, circa 22,5 milioni di euro da Adidas, e altri 5-8 milioni di euro totali tra Gatorade, Pepsi, Gillette, Turkish Airlines, Ooredoo, Audemars Piguet, Heads and Shoulders e Space Scooter. Purtroppo, però, ha perso lo sponsor di EA Sports per il gioco Fifa, con cui aveva un contratto fino al 2016.

In realtà, a Barcellona tremano per i continui rallentamenti del rinnovo del contratto di Messi. L’attuale accordo con il club catalano scade nel 2018 e si sta lavorando su un prolungamento di cinque anni, quindi fino al 2022, con aumento dell’ingaggio da 35-40 milioni di euro netti a stagione e l’inserimento di una clausola di rescissione pari a 250 milioni di euro.

In questo modo, il fuoriclasse argentino verrebbe blindato dall’assalto di club facoltosi, come Manchester City, Inter e PSG, oltre alla nuova frontiera rappresentata dalla Chinese Super League, con l’Hebei Fortune FC già scartato in estate, e sarà destinato a chiudere la carriera in Spagna.

Il rinnovo del contratto obbligherebbe il Barcellona ad un esborso davvero fuori dal mondo, che potrebbe, però, essere pagato, almeno in parte, grazie ai nuovi accordi di sponsorizzazione con la società giapponese Rakuten, che verserà per i prossimi quattro anni 55 milioni di euro a stagione, e con la Nike, che corrisponderà 155 milioni di euro all’anno ai catalani.

D’altronde, sembra assolutamente impossibile che Messi possa lasciare Barcellona per meri motivi economici. Infatti, partendo da una valutazione del CIES Football Observatory pari a 215 milioni di euro e un ingaggio ipotetico non inferiore ai 25 milioni di euro netti a stagione, cioè circa 50 milioni di euro lordi in media, per cinque anni, l’ammortamento a bilancio sarebbe di 40 milioni di euro a stagione. Quindi, la sua presenza in un club peserebbe ben 90 milioni di euro l’anno, per un’operazione totale che supererebbe i 500 milioni di euro.

Il rinnovo del contratto con il Barcellona, quindi, non sembra in dubbio, nonostante gli interessi di altri club e le cifre astronomiche, ma arriveranno al termine di un periodo molto difficile per Messi, a causa della vicenda legata all’accusa di frode fiscale.

Infatti, nel luglio 2016 la Corte di Barcellona aveva condannato Messi e suo padre, Jorge Horacio, a 21 mesi di detenzione per evasione fiscale pari a 4,1 milioni di euro, avendo aggirato, tramite aziende estere, la tassazione sui ricavi dei diritti d’immagine tra il 2007 e il 2009.

Il fuoriclasse argentino si era dichiarato estraneo ai fatti, specificando che era all’oscuro di tutto, visto che a gestire i suoi ricavi era, appunto, solo il padre. L’avvocato aveva chiesto l’assoluzione del giocatore, considerandolo coinvolto solo dal punto di vista formale, ma il pm aveva chiesto una condanna a 22 mesi e 15 giorni, ridotti dal giudice a 21 mesi, quindi inferiore ai due anni, non costringendo Messi e padre ad andare fisicamente in carcere.

L’Audiencia di Barcellona aveva chiuso la vicenda processuale con una maxi multa da 2,1 milioni di euro per il giocatore e 1,6 milioni per il padre. In seguito, però, Messi ha patteggiato e collaborato con il Fisco, raggiungendo l’accordo di pagare i quasi 32 milioni di euro accusati di frode.

Infatti, Messi pagherà il Fisco ben 25 milioni di euro spalmati nei prossimi cinque anni, la cui prima rata di 5 milioni è già stata pagata a settembre, più la multa da 4,1 milioni di euro non pagati nel triennio 2007-2009 e l’imposizione della sanzione minore, pari al 65% della somma non dichiarata, altri 2,7 milioni di euro, per un totale di 31,8 milioni di euro. (ha collaborato Benito Letizia)

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