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La Lega B chiede in modo unanime chiarimenti alla sorella maggiore sulla newco. Balata rappresenta il pensiero di un intero movimento, non di pochi

Il tema “caldo” di questi giorni è la richiesta di chiarimenti (da parte della Lega B guidata dal presidente Mauro Balata – nella foto in primo piano) sulla new company che la Lega calcio serie A sta progettando per la gestione dei diritti tv. Ciò che emerge, in modo palese, è che si tratta di una richiesta di tutti i club non solo di Adriano Galliani (AC Monza), come erroneamente pubblicato su alcuni siti o sulla carta stampata. Si tratta di un chiacchiericcio da bar, piuttosto di una attenta analisi (ascoltando il pensiero di tutti i presidenti della B). Purtroppo, in Italia, non c’è mai voglia di approfondire e tutto finisce in analisi poco tecniche. In questo caso specifico la posizione di Galliani è identica a quella della Lega intera e de presidente (Balata) che la rappresenta. Non c’è alcuna spaccatura e il n.1 del Monza è solo sulla stessa posizione dell’intero movimento. Non ci sono agguati, posizioni schiacciate o senza dibattito. Il confronto c’è stato, secondo quanto risulta a Sporteconomy. e la posizione è univoca: chiedere, come Lega B, chiarimenti alla prima divisione. Niente di più, niente di meno. Balata sta governando questo momento puntando sul dialogo. Non c’è rottura, né strappo, ma solo richiesta di approfondimenti su un tema chiaramente molto sensibile.

Si tratta nel complesso di vendere “beni futuri”, cioè del prossimo triennio (relativamente ai diritti tv 2021/2024), dividendo i ricavi fra le 20 squadre di questa stagione. Penalizzando, di fatto, sottolineano i club della “cadetteria”, chi verrà promosso l’anno prossimo (dando molti soldi invece a chi retrocederà in B). In questo modo, spiegano diversi presidenti di B, verrebbe generato uno squilibrio competitivo nel prossimo campionato.

C’è qualcosa di più e che travalica la sola questione dei diritti televisivi, nella richiesta di chiarimenti che la Lega B, in modo unito, ha scelto di inoltrare alla Lega Serie A. Infatti oltre alla media company sui diritti tv, che, secondo i presidenti della serie cadetta, potrebbe portare disequilibri competitivi a vantaggio delle retrocesse in B che si troveranno con un tesoretto, che potrebbe sparigliare le carte, in ballo rimane l’accordo di separazione del 29 luglio 2009, che, in forma privatistica, fu individuato, a favore della Serie B, nel 7,5% dei ricavi della Serie A e che oggi è invece fermo al 6%.

Una somma individuabile in circa 16 milioni di euro, che porterebbe una boccata di ossigeno per la sostenibilità del sistema e le serie inferiori che oggi sono le più danneggiate in Europa da questo calcolo (Ligue 2, Liga adelante, Bundesliga 2 e Championship viaggiano con percentuali fra il 12 e il 20%).

Proprio di questo si starebbe parlando in questi giorni in via Rosellini: ovvero di sostenibilità del sistema per cui, da tempo, Balata chiede un proficuo confronto alla “sorella maggiore”. Su questo range più ampio si sta muovendo il presidente della Lega B, che intende tutelare, in modo chiaro e trasparente, tutta la categoria e tutti i club, gli stessi che giovedì, in modo unanime, gli hanno dato il mandato per chiedere un incontro al presidente della Serie A Dal Pino. Una battaglia che non nasce in questi giorni ma che va avanti da tempo visto che già nel febbraio, quindi nel luglio del 2019 e poi anche lo scorso aprile l’Assemblea aveva deciso di inviare a Lega serie A e Federazione una lettera in cui si chiedeva il rispetto degli accordi di separazione tema ritenuto fondamentale per la sostenibilità del sistema, “soprattutto se posti in relazione ai rapporti fra leghe presenti in altri contesti europei dove si esprimono ben altri e più importanti valori”.

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Redazione

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