Evangelista (GM #TotA): “Cresciamo di anno in anno. Pronti, tra un biennio, per il World Tour, calendario permettendo…”
(di Marcel Vulpis) – Domani mattina si entra nel vivo della quarta tappa del Tour of the Alps (giunto alla sua 49ima edizione), con un’attesa prova da Arco a Trento (lungo 167,8 km). Con i suoi 3.600 metri di dislivello viene considerata, dagli addetti ai lavori, la “Queen Stage” di questa rassegna.
Nei giorni precedenti Il 23enne Tommaso Dati (Team Ukyo) si è aggiudicato la prima tappa del Tour of the Alps, con partenza e arrivo da/a Innsbruck. Il corridore di Camaiore ha avuto la meglio allo sprint, superando avversari di assoluto spessore internazionale. Dati, nello specifico, ha preceduto, sul traguardo, l’inglese Tom Pidcock (Pinarello Q36.5), giunto secondo.
Giulio Pellizzari invece ha vinto la seconda tappa del #TotA (da Telfs in Tirolo/Austria a Val Martello in Alto Adige/Italia). Il prospect marchigiano della Red Bull si è imposto prendendosi, proprio in questa occasione, la “maglia verde” di leader (seconda vittoria da pro, tra l’altro, dopo la tappa conquistata alla Vuelta nel 2025).
Sempre il campione Tom Pidcock (tra i più attesi in questa nuova edizione del #TotA) si è aggiudicato, in volata, la terza tappa del Tour of the Alps 2026, la Laces-Arco (174,5 km con 3.620 metri di dislivello). Il britannico della Pinarello-Q36.5 Pro Cycling Team ha battuto in volata l’azzurro Tommaso Dati (Team Ukyo) e Egan Bernal (Ineos Grenadiers).
Questa, per il momento, è la cronaca sportiva del Tour of the Alps 2026, ma questo progetto è molto più di una semplice corsa a tappe su strada che coinvolge il complesso dolomitico e due nazioni (l’Austria e l’Italia). Ne abbiamo parlato con Maurizio Evangelista, General Manager del TotA, tra gli artefici principali della notorietà/crescita di questa corsa dal “profumo” internazionale.

D: Evangelista, qual è lo “stato di salute” del TotA?
R: Siamo in continua crescita e in linea di continuità su scala decennale. Quest’anno, tra l’altro, è la ricorrenza del decennale dalla firma del protocollo d’intesa euro-regionale. In questi ultimi due lustri sono state coinvolte, operativamente e a livello di progettualità, tre realtà territoriali di profilo internazionale: l’Alto Adige, l’Euroregio Tirolo e il Trentino…Più in generale, parliamo di un evento sportivo in costante continuità. Chiudiamo così un primo importante ciclo decennale. Negli ultimi giorni poi è stato firmato un nuovo protocollo d’intenti tra i suddetti tre Enti, arrivando a prolungare la partnership in esame anche per i prossimi 10 anni.
D: Quale può essere il prossimo step?
R: Per come stiamo lavorando e crescendo, anno dopo anno, saremmo destinati a diventare una prova World Tour. C’è però da lavorare molto sul calendario, sempre più compresso sia in ambito domestico che a livello internazionale (per certi versi fin troppo “inflazionato”). Non vedo, al momento, segnali di controtendenza rispetto a questo fenomeno. Potremmo essere pronti nel 2028, ma per entrare nel “WT” serve prima una seria riforma del calendario. Il nostro progetto, per andare oltre, deve entrare in un naturale trend di crescita, che avrebbe il suo sbocco “naturale” non prima, però, di un biennio.
D: Sta crescendo anche la distribuzione del prodotto in tv?
R: Oggi il #TotA è diffuso a livello tv in oltre 100 Paesi, grazie all’impegno di Rai, Eurosport, ORF (per il mercato austriaco), EquipeTv e di una serie di altri tv channels in specifici mercati. Se ci soffermiamo ad analizzare i dati possiamo contare su un media value di 17,3 milioni di euro e su 5 miliardi di contatti generati nel corso dell’intero evento. Tra l’altro, sotto il profilo produttivo, facciamo tutto in “house” coordinandoci, anche in questo specifico settore, con il partner internazionale Infront. Ciò ci consente di valorizzare al meglio i territori coinvolti.
D: Le squadre iscritte come “vivono” il TotA?
R: Quest’anno possiamo contare su 7 team World Tour (tra questi EF, Ineos Grenadiers e Red Bull), 6 Professional (tra cui la Pinerolo di Tom Pidcock) e 2 Continental. C’è poi la novità della presenza delle nazionali giovanili dell’Italia e dell’Austria.
D: Sotto il profilo marketing come vi state muovendo?
R: Abbiamo iniziato un rapporto di partnership con Infront Italy, che ci sta aiutando a crescere e ci supporta commercialmente. Il tutto è iniziato nel 2024. Siamo entrati nel terzo anno di collaborazione e siamo legati a questa agenzia internazionale di sports-marketing almeno fino al 2030. Con loro stiamo uscendo dal tradizionale perimetro delle realtà commerciali territoriali, provando a intercettare marchi nazionali e internazionali (analizzando anche il mercato svizzero). Oltre a ciò stiamo lavorando per il consolidamento dei nostri marchi più importanti (oltre che storici). Un altro aspetto strategico è che c’è un vero e proprio team di lavoro congiunto.
D: Quante saranno le aziende coinvolte nell’edizione in corso?
R: In totale 28 realtà partner all’interno di sei distinti format commerciali: top partners (Melinda, Gruppo Cassa Centrale, Forst, eViso e Caffè italiano “Bocca della Verità”) , premium partners, official partners (vi è la novità del colosso Gravity Media Italy), official sponsors (tra questi anche la Coppa Italia delle Regioni), media partners e official suppliers.
In vista della 49esima edizione (20-24 aprile), che celebra il decennale dalla firma del protocollo d’intesa euro-regionale, il Tour of the Alps (erede dello storico “Giro del Trentino”) ha accolto, nella propria “famiglia”, tre nuovi Official Partner: Allegrini Costruzioni, Proger e Gravity Media Italy. Gli accordi di sponsorizzazione sono stati sottoscritti da Infront, partner strategico del #TotA e responsabile dei diritti marketing e commerciali (oltre che della produzione/distribuzione tv).

D: C’è un aspetto di questo progetto che la rende particolarmente orgoglioso?
R: Questi tre Enti hanno trovato e dimostrato, anno dopo anno, un’incredibile unità di intenti (pur essendo sulla carta dei competitor). Tutti hanno ben compreso, nel tempo, che il contesto dolomitico è un “unicum“, anche perchè viene vissuto, ormai, come una macro destinazione per molti turisti. Sotto il profilo operativo siamo anche orgogliosi di essere ampiamente accettati dalle comunità territoriali coinvolte, perchè c’è un grande lavoro di raccordo e di ascolto di diverse istanze.
D: Un progetto così complesso vi obbliga a ripartire pochi giorni dopo il termine della corsa?
R: Sì, di fatto. Al termine della corsa c’è un intenso e puntale lavoro, sotto il profilo del budgeting, e poi si parte immediatemente per l’organizzazione della prossima edizione (una edizione storica, perchè si taglierà, è bene ricordarlo, il traguardo dell’evento n.50).

