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La FIGC fa i conti al mondo del calcio

Uno studio innovativo sul mondo del pallone, un report che presenta i dati economici del calcio italiano: si tratta della prima edizione de “Il conto economico del calcio italiano” presentato questa mattina presso l’auletta dei Gruppi della Camera dei Deputati. Per la prima volta la FIGC si fa promotrice di una iniziativa singolare: non si tratta, infatti, solo della raccolta e dell’analisi dei dati sul calcio professionistico che coinvolgono quasi un milione e mezzo di persone, bensì di una fotografia molto più approfondita che comprende anche il volume generato dal calcio dilettantistico e di base, nonché le informazioni economiche relative alla FIGC e alle leghe calcistiche.

Alla conferenza stampa di presentazione hanno presentato il presidente della FIGC Carlo Tavecchio, il direttore generale Michele Uva, Riccardo Raffo partner Deloitte che ha presentato i numeri del report, Gianmarco Ottaviano professore di Economia alla London School of Economy e Donato Masciandaro professore di Economia e Finanza all’Università Bocconi. “Con questo studio – ha dichiarato il presidente federale – la Federcalcio mette finalmente a disposizione di tutti i suoi interlocutori un documento chiaro ed esaustivo sul valore economico del calcio italiano nel suo complesso. Siamo convinti che possa essere un valido contributo per gli attori dello stesso mondo del calcio, ma anche per le Istituzioni civili, le aziende, i media e tutti gli appassionati, per capire meglio e maggiormente in profondità l’impatto del nostro movimento sul sistema Paese”.

“Il report che presentiamo oggi – afferma il direttore generale della FIGC Michele Uva – rappresenta un unicum a livello internazionale e il primo passo di un nuovo filone di analisi, che nei prossimi anni permetterà di trattare anche il tema dell’indotto economico generato dal calcio all’interno del Sistema Italia. I numeri ci svelano che il calcio italiano conta per l’11% del PIL del football mondiale. Perché il calcio per l’Italia e gli italiani non è solo passione, ma anche un importante volano di crescita economica, sociale e occupazionale”.

Ad introdurre la presentazione del report è stato Francesco Boccia, presidente della commissione Bilancio della Camera: “Siamo in un tempo – ha dichiarato – in cui non c’è più distinzione tra economia digitale e reale, stiamo attraversando la rivoluzione capitalista più dirompente di sempre e anche il calcio, e lo sport in generale, ne sono stati travolti. Oggi il calcio non lo vediamo più come in passato e il conto economico che la FIGC ci sottopone dobbiamo considerarlo come punto di partenza di un mondo cambiato che ha prospettive diverse, non più caratterizzato solo dai rapporti tradizionali tra società ed economia”.

L’obiettivo del report, sviluppato in collaborazione con Deloitte e grazie all’apporto del Dipartimento delle Finanze, Direzione Studi e Ricerche Economico-Fiscali del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) e dell’ISTAT, è quello di determinare il valore economico del calcio italiano attraverso l’analisi del volume d’affari complessivo, dei costi totali e del valore economico prodotto dal settore, con la valorizzazione e l’approfondimento dei dati relativi ai diversi target di riferimento: federazione, leghe, società professionistiche e dilettantistiche delle diverse discipline calcistiche (Calcio a 11, Calcio a 5, Beach Soccer) a livello maschile e femminile.

L’analisi coniuga i dati economici totali e medi quantitativi e qualitativi spalmati sui significativi numeri dell’attività sportiva, con ben 1,4 milioni di tesserati e 600 mila partite ufficiali organizzate dalla Federazione ogni anno.

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